La “Lenzuolata Cascinese” sempre più attiva a Cascina

CASCINA – La “Lenzuolata Cascinese” è un gruppo di cittadine e cittadini che vogliono impegnarsi per la propria città riscoprendo a partire dalle piccole cose quotidiane l’importanza di mantenere un atteggiamento umano verso se stessi e verso gli altri.

In un contesto sociale che ci spinge a dividerci, ad allontanarci, crediamo che per costruire una comunità migliore sia sempre più importante e urgente riscoprire il valore forte delle relazioni positive tra le persone. 

Per questo vogliamo favorire l’incontro, proporre iniziative che ci permettano di conoscerci, aiutarci e imparare insieme a sostituire la paura verso l’altro con un sentimento di fiducia. Siamo stanchi di chi passa il proprio tempo a disseminare odio sui canali social e nella realtà, crediamo invece che siano proprio l’amicizia e il rispetto reciproco le vere basi di una società più felice e sicura.

La nostra prima azione pubblica è stata simbolica: nel mese di maggio, a pochi giorni dal voto, abbiamo appeso alle finestre e ai nostri balconi circa 60 striscioni con sopra scritta la semplice frase “Restiamo Umani”. Ma queste parole non sono solo sulla stoffa, sono nei nostri cuori – hanno un senso profondo per ciascuno di noi – e vogliamo tradurle in esperienze concrete. Così qualche giorno fa abbiamo organizzato “L’arcobaleno in centro” a Cascina, per invitare di persona le famiglie (i giovani e gli anziani) a partecipare alla manifestazione del Toscana Pride che si terrà sabato 6 luglio a Pisa. Sarà quella un’occasione per scendere in piazza anche noi a fianco di chi ancora oggi subisce discriminazioni: gay, lesbiche, bisessuali, trans, ma anche donne, migranti, disabili. Siamo stati accolti con gioia dai commercianti locali, dalle persone incontrate, e questo è un segnale forte che ci dimostra la disponibilità dei cascinesi a farsi coinvolgere da proposte nuove, belle, educate.

Negli ultimi due giorni abbiamo poi realizzato l’iniziativa “Ti invito da me” sempre in vista del Toscana Pride, ovvero abbiamo aperto il nostro spazio più intimo, le nostre case, per offrire a chiunque avesse avuto voglia di confrontarsi con noi sul tema dei diritti, un film da guardare insieme (oltre a cose buone da bere e da mangiare). Siamo riusciti a coinvolgere in soli due appuntamenti “casalinghi” circa 40 persone. Un risultato straordinario se si pensa che siamo purtroppo abituati ad avere diffidenza verso il prossimo. Chiamare per “autoinvitarsi” a casa di qualcuno è un gesto che richiede il superamento di molti muri mentali e paure. Così come anche aprire le porte di casa a gente sconosciuta è un gesto rivoluzionario. Non ci fermeremo qui: il contatto con gli altri ci emoziona, ci carica di energie che siamo pronti a restituire al territorio sotto forma di nuovi progetti, presto in arrivo.

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