La Mattonaia dello stento: No alla svendita, si al recupero

PISA – La Mattonaia, un edificio costruito per riqualificare un’area del centro, renderla fruibile ai suoi cittadini e mai utilizzato, diventata un recinto che preclude ai cittadini l’accesso a una delle piazze storiche di Pisa

un perimetro che attrae sporcizia e degrado, un luogo sacrificato a discarica per tutto quanto si voglia rimuovere dagli occhi dei frequentatori del centro, uno spazio buio nel cuore della Pisa che aspira a rappresentare l’arte e la cultura in Italia.

Ma cosa si nasconde dentro la Mattonaia? Quali sono i nessi tra i vicoli bui e sporchi che costeggiano le pareti, gli accessi murati dell’edificio e le forme di speculazione edilizia sulla città?

La Mattonaia è la somma evidenza della gestione del patrimonio pubblico a Pisa, la vergogna murata, il tentativo di nascondere tutto con foratini, cemento e una porta saldata: uno spazio pubblico progettato e costruito con soldi pubblici destinati all’edilizia popolare, in una città in cui la questione abitativa è sempre più problematica. Dal 2003 l’amministrazione comunale ha annunciato di voler alienare il bene: dapprima per la costruzione di case popolari, poi, mentre l’immobile si deprezzava, veniva annunciata nel 2011 l’intenzione di pubblicare un bando in cui la moneta di scambio fossero altri lavori pubblici. Ma come ci si aspetterebbe dal lugubre meccanismo dei bandi, ognuno di questi è andato deserto per portare al progressivo deprezzamento dell’area. È un meccanismo che i grandi immobiliaristi conoscono bene e pure le amministrazioni comunali.

Oggi l’intenzione è sempre quella di svendere l’immobile che da una parte ha perso circa 1,3 milioni di euro del suo valore iniziale, dall’altra necessiterebbe di ristrutturazioni per circa 1,5 milioni di euro. L’alienazione della Mattonaia sarà oggetto di permuta e andrà a coprire solo parzialmente i costi delle fognature di Marina di Pisa, il rifacimento della pavimentazione stradale di via Pietrasantina e del Lungarno Pacinotti. Permuta che non coprirà i costi e per cui si dovrà di nuovo ricorrere a fondi pubblici, mentre di fatto si perderà un patrimonio. Un fabbricato che doveva, nelle intenzioni dei progettisti, “portare gli operai ad abitare in centro”, un bene che poteva essere utilizzato dai cittadini per far rivivere un pezzo di centro storico, un patrimonio che diventa oggetto di scambio sottratto al pubblico e svenduto al privato.

Sorda è stata l’amministrazione nel corso degli anni agli appelli delle associazioni, in particolare i movimenti per il diritto alla casa, e degli abitanti del quartiere, che chiedevano la riqualificazione promessa e la restituzione dello spazio pubblico. L’amministrazione del partito democratico ha dichiarato ‘ostile’ le azioni di recupero del Municipio dei Beni Comuni del 2013. Ostile riaprire la mattonaia, ostile pulire il giardino e trasformarlo in orto urbano, ostile creare uno spazio autogestito per lo studio, ostile aprire la Mattonaia come luogo di incontro e confronto per gli abitanti del quartiere.

Le richieste sono sempre state molto semplici nella sua quasi banalità: mettere a valore un patrimonio che è collettivo, di tutta la città di Pisa.

L’atteggiamento del comune appare ancora più chiaro dopo le recenti denunce dell’Asl di “Bombe sanitarie” in pieno centro, alla Mattonaia appunto, come anche alla Bigattiera. Eppure alla Bigattiera il sindaco ha azionato immediatamente le ruspe, mentre in risposta alle esigenze del quartiere di ripristinare le condizioni igieniche della Mattonaia, si è limitato a fare l’ennesimo annuncio di bando: il sesto annuncio senza seguito a cui abbiamo assistito nei soli ultimi 5 anni.

Quando l’amministrazione cambierà rotta? Quando smetterà di cercare di svendere ai privati i beni della comunità? Quando restituirà a Pisa la piazza della Mattonaia, e quando sopratutto consegnerà gli 11 appartamenti a lavoratori e cittadini che oggi subiscono la crisi e sono senza casa?

Ecco la situazione della Mattonaia:

Fonte: Progetto Rebeldia

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