La Medicina nucleare dell’Aoup unica in Toscana

PISA – Come utilizzare le metodiche più avanzate in medicina nucleare per la diagnosi e la terapia di molte patologie, soprattutto tumorali. Il tutto in base a informazioni funzionali e metaboliche ottenute con la PET (Tomografia a emissione di positroni) o con la più tradizionale tecnica SPECT; due metodiche tomografiche permettono di elaborare immagini in 3D del corpo umano, per esempio allo scopo di identificare e marcare un linfonodo sentinella per interventi di chirurgia radioguidata, o per caratterizzare l’attività metabolica del muscolo cardiaco, o del cervello, di un focolaio di infezione, dello scheletro, e così via. Sono solo alcune delle applicazioni della medicina nucleare nei vari settori diagnostici e terapeutici, che all’Aoup si effettuano da tempo e che proprio a Pisa vengono insegnate a medici, biologi e tecnici dei Paesi in via di sviluppo. Tutto questo grazie a una consolidata cooperazione internazionale che vede impegnate, da una parte, l’Aoup e l’Università di Pisa (e in particolare l’Unità operativa di Medicina nucleare, diretta dal Prof. Giuliano Mariani), e dall’altra l’IAEA (International Atomic Energy Agency – www.iaea.org), Agenzia dell’Onu con sede a Vienna, che coordina a livello mondiale la cooperazione nel settore nucleare ed è quindi responsabile della promozione e della sorveglianza sul suo utilizzo pacifico. Rientra fra le sue competenze anche la promozione dell’uso dell’energia nucleare a scopi medici, cioè della Medicina nucleare, particolarmente nelle nazioni in via di sviluppo. In questo senso Pisa, che ha cominciato questo percorso di partnership già nel 2005, unico centro in Toscana (in Italia ce ne sono pochi altri), vanta già un lunghissimo background con esperienze su tre livelli:

1)      formazione di stagisti (medici, biologi, tecnici) provenienti dai Paesi in via di sviluppo – attualmente sono ospiti, per 1 mese, due tecnici albanesi  – per aggiornamenti generali sulla medicina nucleare diagnostica e terapeutica; la durata di queste borse di studio della IAEA varia infatti da un minimo di 1 mese fino a 12 mesi;

2)      avvio dell’applicazione di nuove metodiche di medicina nucleare in alcuni ospedali delle nazioni in via di sviluppo, mediante programmi mirati di aggiornamento teorico-pratici, in particolare sulle applicazioni delle tecniche di chirurgia radioguidata;

3)      corsi di aggiornamento, lezioni formali e seminari di approfondimento sulle applicazioni di medicina nucleare in cardiologia, neurologia, oncologia, etc.

Per il primo livello sono già stati formati a Pisa altri sanitari albanesi (sia medici che tecnici), e poi personale sanitario proveniente da Algeria, Colombia, Cuba, Libia, Malesia, Pakistan, Sudan, Sudafrica. Quanto al secondo livello di formazione, grazie alla partnership con l’IAEA, il Prof. Mariani ha già portato le competenze pisane in Kenia, Oman, Sudan, Sudafrica, Tailandia, Vietnam, in particolare per l’avviamento delle tecniche di chirurgia radioguidata (biopsia del linfonodo sentinella nei tumori della mammella e nel melanoma). Infine, per il terzo livello di cooperazione, il Prof. Mariani e alcuni suoi collaboratori hanno già apportato il loro contributo a corsi di aggiornamento sulle applicazioni di medicina nucleare nelle varie applicazioni cliniche della medicina in grosse macroaree (Africa, Asia, Est-Europa e Sudamerica) dove lo staff sanitario locale è stato supportato anche nello sviluppo di progetti di ricerca clinica sulle applicazioni della medicina nucleare a temi di interesse nelle specifiche nazioni in via di sviluppo.

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