La Metro di Pisa condannata per condotta antisindacale

PISA – Il Tribunale Ordinario di Pisa, con Decreto del 6 novembre 2017, ha accolto il ricorso presentato dalla Segreteria Provinciale della Filcams-Cgil di Pisa contro la Metro Italia Cash & Carry per condotta antisindacale posta in essere in occasione dell’apertura del punto vendita di Pisa per la festività del 25 Aprile.

“Abbiamo deciso di presentare il ricorso – dichiara Caterina Ballanti, Segretaria Generale della Filcams di Pisa – perché la Metro, con comportamento unilaterale, ha violato il Contratto Integrativo Aziendale nella parte in cui , in merito alle aperture per le festività, preserva ai fini della chiusura, le prassi e consuetudini in atto a livello locale .”

Il punto vendita di Pisa dal 1994, anno della sua inaugurazione sul territorio pisano, ha sempre osservato la chiusura per la Festa della Liberazione, salvo per un eccezione nel 2000. Quindi per 21 anni il punto vendita è rimasto chiuso.

L’Azienda già dal 2016 aveva fatto una forzatura alla quale la RSU del punto vendita rispose con la dichiarazione di scioperi articolati in vario modo che videro un’elevata adesione dei lavoratori.

“Dal momento in cui siamo venuti a conoscenza della reiterazione della decisione aziendale di aprire anche per il 2017, abbiamo in prima istanza inviato una diffida scritta all’Azienda dall’astenersi dall’apertura, alla quale però non è stato dato riscontro.”

Pertanto, la Filcams-Cgil di Pisa, assistita dallo Studio Legale Giraudo, si è determinata a presentare ricorso.

Si tratta di una pronuncia importante che a nostro avviso sancisce il valore della contrattazione aziendale, attraverso il rispetto delle norme pattizie che vi sono contenute e quindi degli impegni che le parti assumono con la sottoscrizione degli accordi sindacali.

Riteniamo nel contempo che la sentenza dia valore indirettamente alla battaglia che da anni la Filcams-Cgil sta conducendo per un modello sostenibile di commercio, contro le aperture selvagge nelle festività, sia religiose che civili e in giornate come quella del 25 Aprile dall’alto valore morale e sociale, soprattutto in un momento storico come questo di attacco ai principi democratici del Paese.

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