La Misericordia rompe con i sindacati. A breve 39 lettere di licenziamento. La dura replica di Cgil e Cobas

PISA – Siamo alla resa sei conti. Il governatore della Misericordia di Pisa, Luigi Marchetti, ha annunciato alle organizzazione sindacali che la prossima settimana partiranno le 39 lettere di licenziamento per altrettanti dipendenti.

L’Arciconfraternita ha dunque scelto questa strada per tentare il risanamento dell’associazione schiacciata da un debito di circa 12 milioni di euro. Un buco di bilancio sul quale si sono accesi da mesi anche i riflettori della procura della Repubblica, che vuole fare luce sulla gestione degli ultimi anni. Duri i comunicati di Cgil e Cobas in merito.

”La procedura di mobilità – afferma la Cgil in una nota – si conclude così, in modo indegno e indecoroso per il quale c’è solo una parola da rivolgere a chi ha preso questa decisione: vergogna. Mai una trattativa sindacale è stata condotta in questo modo. Non solo il fatto che le lettere siano state inviate alla fine di luglio, con l’intento, neppure troppo velato, di perdere tempo durante il mese di agosto, ma anche la volontà pervicacemente perseguita di dare seguito ai licenziamenti come unica possibilità, escludendo, quindi, la discussione nel merito rispetto a tutti gli altri strumenti proposti”. Secondo la Cgil quello dei vertici della Misericordia è stato un ”atteggiamento indegno sia dal punto di vista sindacale, sia dal punto di vista etico per una realtà che ha nella propria ragione sociale il termine misericordia, appunto”.

Durissima anche la reazione dei Cobas che annunciano di essere pronti a ”impugnare tutti i licenziamenti” seguendo una prassi che, in passato, era stata minacciata anche dai sindacati confederali pronti a far partire i decreti ingiuntivi se non vi fosse stato un accordo tra le parti. Per i Cobas inoltre ”tra i responsabili morali dei tagli occupazionali” ci sono anche il ”Sindaco di Pisa, la Societa’ della Salute e l’Azienda Ospedaliera, che hanno approvato convenzioni senza clausole sociali” e ”il misericordioso Arcivescovo”.

LA NOTA DEI COBAS. “La Misericordia ha annunciato ai sindacati 39 licenziamenti senza preavviso , le lettere partiranno la prossima settimana. Si chiude senza ammortizzatori sociali questa vertenza, i licenziamenti non saranno solo 39, perchè presto ne arriveranno altri considerato il dissesto finanziario in cui versa la Misericordia pisana, un dissesto contro cui è stato fatto ben poco da due anni a questa parte rinunciando ad ogni forma di rilancio e di risanamento Sia ben chiaro che impugneremo i licenziamenti, sia ben chiaro che tra i responsabili morali dei tagli occupazionali bisogna annoverare il Sindaco, la società della salute e l’azienda ospedaliera che hanno approvato convenzioni senza clausole sociali. In questi frangenti ci rendiamo conto di quanta ipocrisia si celi dietro alla solidarietà espressa in Consiglio comunale, una solidarietà che mai si è tramutata in impegni concreti. Un fatto concreto sarebbe stato quello di bandire una gara europea con la clausola dei posti di lavoro, invece si è scelto di regalare i servizi e i proventi degli stessi alle associazioni di volontariato a discapito dei lavoratori della Misericordia di Pisa. E’ il caso di dire che nella nostra città cooperative, associazione di volontariato e azienda ospedaliera\società della salute detengono un potere indissolubile, un potere che permette di tagliare posti di lavoro, ridurre ore e salario negli appalti senza che nessuno chieda conto del loro operato, nessun partito sia esso di destra o di sinistra , nessuna organizzazione sindacale eccezion fatta per i Cobas. Nessuna trattativa è stata fatta per stabilire i criteri con i quali saranno individuati i 39 dipendenti da licenziare, non sappiamo se carichi familiari, anzianità di servizio saranno criteri di scelta. Perfino ammortizzatori sociali come la cassa integrazione in deroga sono stati negati ai lavoratori per i quali arriverà solo la indennità di disoccupazione con i requisiti ridotti Anche le promesse di impiego provenienti da alcuni gruppi economici (gruppo Greco, legacoop e confcoop), promesse per altro mai messe per scritto, si sono dimostrate solo parole perchè ad oggi nessun posto di lavoro è stato concretamente offerto, una beffa che colpisce 39 lavoratori\trici e le loro famiglie. Al personale della MIsericordia non resta che una certezza: nella città di Pisa l’intreccio di poteri economici e politici ha determinato la perdita di questi posti di lavoro, la sostituzione-nel trasporto socio sanitario e in altre attività- dei lavoratori con volontari (tali sono anche definiti coloro che devono prestare attività sociali per motivi legati a sanzioni amministrative\ penali quali il ritiro delle patenti), la cancellazione in un batter d’occhio di esperienze e competenze lavorative delle quali nessuno sembra voglia avvalersi. Di ciò ringraziamo il misericordioso Arcivescovo e le istituzioni locali . Pagherete caro, pagherete tutto”.

SOTTO UNA MANIFESTAZIONE DAVANTI ALLA MISERICORDIA DI PISA
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