La nuova pista di Peretola non va in quarantena. Ed è già scontro. Nardini (Pd): “Dopo l’emergenza serve una riapertura al dialogo”

PISA – Riceviamo e pubblichiamo la lettera iviataci da Diritti in Comune in merito alla nuova decisione della Giunta regionale circa l’ampliamento dell’aeroporto di Peretola.

Sono anni che in Toscana capita così: quando c’è distrazione o silenzio mediatico, tipo durante le ferie agostane, i dirigenti politici portano immediatamente acqua al mulino dell’aeroporto di Peretola. Quest’anno, non hanno dovuto neppure aspettare l’estate, l’emergenza sanitaria in corso si è prestata a fornire loro le medesime condizioni di sempre. E allora, quatta quatta, il 23 marzo la Giunta regionale ha pensato bene di avviare il procedimento di una nuova variante al Piano di Indirzzo Territoriale (PIT) per lo scalo fiorentino.

Una breve cronistoria. L’8 agosto 2016 era stata annullata la precedente variante dal TAR, a cui si erano rivolti i comitati dei cittadini e le associazioni ambientaliste, che da anni si oppongono all’opera. Nell’occasione, il TAR aveva ritenuto che la “Valutazione Ambientale Strategica” (VAS), inserita all’interno del PIT, non avesse correttamente previsto “gli aspetti dell’impatto ambientale, del profilo idraulico, dell’inquinamento dell’aria, e anche della tutela paesaggistica” della realizzazione della nuova pista aeroportuale sul contesto urbanistico della Piana.

A questa sentenza, Toscana Aeroporti e Regione Toscana avevano presentato ricorsi al Consiglio di Stato, che si è espresso il 13 febbraio di quest’anno, rigettandoli in quanto “infondati nel merito”. Scrivono i giudici: “Poiché il Master Plan contempla opere di considerevole impatto ambientale, tra cui lo spostamento di un tratto del Fosso Reale, il sotto-attraversamento dell’Autostrada A11 e la rilocalizzazione del Lago di Peretola, l’assenza di una valutazione strategica del piano territoriale che costituisce il ‘quadro di riferimento’ per la relativa approvazione, doveva essere logicamente considerata non già un fattore neutro, come ritenuto dalla Commissione VIA, bensì un fattore obiettivamente critico, se non ostativo, ai fini dell’approvazione del progetto”.

Ad accorgersi del colpo di mano, è stato quasi per caso il Gruppo regionale di Sì Toscana a Sinistra, che da sempre si oppone all’ampliamento dell’aeroporto di Peretola. Oltre alla tempistica, nel pieno di una pandemia che dovrebbe ribaltare la scala delle priorità, colpisce anche il fatto che la nuova variante ribadisce la necessità dell’ampliamento dello scalo di Firenze secondo lo schema progettuale già bocciato dal Tar nel 2016, ossia quello della pista parallela-convergente rispetto all’autostrada.

Nel ricordare che a settembre dello scorso anno, la Regione Toscana ha approvato la dichiarazione di emergenza climatica, ci chiediamo come sia possibile un tale accanimento sulla realizzazione di un’opera, bocciata a più riprese dalla giustizia amministrativa, nonché da studi scientifici, comitati di cittadini, associazioni ambientaliste, forze politiche, in quanto impattante in modo disastroso sull’ecosistema della Piana fiorentina. Ci chiediamo poi che senso abbia, in questo difficile momento, che non ci consegna nessuna certezza sul futuro, neppure a breve termine, ripartire con un iter procedurale, la cui conclusione richiede in ogni caso tempi lunghi. E che potrebbe scontrarsi con la consapevolezza, nel frattempo acquisita, che la riduzione dei voli aerei sia una condizione che dobbiamo accettare per molto tempo, se non per sempre.

In contrapposizione c’è anche un apertura al dialogo da parte di Alessandra Nardini (Pd) sulla questione Aeroporto Peretola: “Su Peretola c’è stata una sentenza e non si può ignorare, come non si può ignorare l’esigenza di uno sviluppo armonico a livello regionale e la strategicità dello scalo pisano. Non è più possibile procedere per automatismi. L’emergenza Coronavirus ristabilisce oggettivamente priorità e urgenze di intervento e di investimenti insieme ad una seria revisione dei modelli di sviluppo sempre più nel senso della sostenibilità, imponendo così la necessità di una nuova e profonda riflessione che credo non possa essere elusa. Non possiamo, tra l’altro, ignorare che ci sarà un calo generale dei flussi, non si sa per quanto, e che questo dato si aggiungerà alla già seria flessione di passeggeri del Galilei di Pisa, su cui ho più volte espresso preoccupazione e richiesto interventi strategici. Sia il PD che la coalizione di centrosinistra devono riaprire la discussione insieme agli amministratori, ai livelli territoriali e a quello regionale, con quello sforzo di sintesi che fino a qui è mancato, perché le posizioni e le critiche sono trasversali dentro e fuori il PD e il centrosinistra, all’interno degli schieramenti politici e tra i vari territori coinvolti“.

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