La Onlus le Città Sotterranee sulla distruzione dolosa delle edicole votive mariane

PISA – In merito ai gravi fatti che si sono verificati nel comune di Terricciola lo scorso fine settimana, che hanno portato alla distruzione dolosa di alcune edicole votive mariane, la Onlus “Le Città Sotterranee”, esprime tutta la sua indignazione e condanna.

Da quanto appurato infatti, in almeno due dei casi noti – si legge nella nota – l’intenzionalità sembra fuori da ogni dubbio; mentre per l’edicola o “marginetta” posta all’incrocio dopo villa San Marco le dinamiche non sembrano essere del tutto chiare.

In questo caso infatti vi sono persone che asseriscono di essersi trovate sul posto subito dopo un incidente stradale che avrebbe determinato l’abbattimento dell’edicola, ma sul luogo non sono presenti segni di frenata. Le tre marginette si snodavano lungo un percorso viario che comincia qualche km sotto il Santuario di Monterosso e continua ininterrotto fino al confine con il comune di Casciana Terme Lari, in direzione della Capannina di Cevoli. Siamo quindi di fronte ad una azione coordinata e pianificata, anche in virtù del fatto che la demolizione di queste testimonianze della fede non appare certo facile da improvvisare e soprattutto perché in quel tratto viario non sono installate videocamere di sorveglianza”.

“L’ignobile gesto appare come una precisa volontà di offendere e cancellare violentemente dei segni che tradizionalmente costellano il paesaggio toscano e della Valdera, opera della devozione di antichissime comunità. Un attacco alla tradizione del luogo e all’identità profonda di questa terra: un’identità e storia che è trasversale e che è patrimonio culturale di fedeli e laici”.

La distruzione coinvolge tre parrochie (Terricciola, Soiana, Cevoli) e due diocesi, quella di Volterra e di San Miniato, lungo un confine millenario che ha contribuito a determinare la storia di questi luoghi” – prosegue Lorenzo Bacci presidente della Onlus Le Città Sotterranee

Come Onlus nata da anni per la tutela e valorizzazione del patrimonio culturale chiediamo alle autorità competenti di individuare i colpevoli e allo stesso tempo che si possa procedere alla ricostruzione veloce e corretta di questi tabernacoli.La mancata presa di posizione di istituzioni, associazioni, imprenditori e cittadinanza porterebbe velocemente verso un atteggiamento quasi permissivo in merito a queste azioni dolose, contribuendo a cancellare una parte non secondaria del nostro substrato culturale, che al contrario, è sempre più bisogno di attenzione e cura. A niente valgono grandi o piccoli operazioni di ripristino del patrimonio culturale (aimè quasi esclusivamente concepite come operazioni turistiche e quasi mai per la qualità della vita dei residenti) se lasciamo cancellare con arroganza e azioni criminali quei piccoli ma intimi segni che da secoli rendo la Valdera un luogo affascinate e genuino”, conclude Bacci.

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