La posa della prima pietra dell’Ospedale “Nuovo Santa Chiara” a Pisa. Un investimento di circa 500 milioni

PISA – Questa piantina fotografa dall’alto come sarà l’ospedale “Nuovo Santa Chiara”, una volta completato: in grigio e bianco i manufatti ancora da realizzare.

Venerdì 13 dicembre viene posata la prima pietra di un investimento complessivo di circa 500 milioni che restituirà a Pisa e alla Toscana uno dei più grandi e avanzati poli ospedalieri europei.

A metà ottobre l’Aoup – dopo una fase interlocutoria di attesa del pronunciamento del Tar e del Consiglio di Stato (conseguente ai ricorsi degli operatori economici esclusi dall’aggiudicazione dell’appalto dell’11 aprile 2018) – ha stipulato il contratto delle opere propedeutiche con il raggruppamento temporaneo di imprese vincitore dell’appalto:Inso Capogruppo, Consorzio Integra, mandante, attraverso le imprese assegnatarie: CMB Società Cooperativa di Carpi (MO) e CMSA Società Cooperativa di Montecatini Terme (PT), eGemmo, mandante.

Al termine di questi interventi preliminari, la cui durata è prevista in circa 6 mesi, verrà sottoscritto il contratto da 240 milioni di euro per le nuove costruzioni e di 130 milioni per la gestione e manutenzione. L’appalto prevede infatti, nell’arco temporale di circa 4 anni, la costruzione di edifici a uso sanitario e didattico e poi, per i successivi 9 anni, la gestione e manutenzione sia del patrimonio immobiliare di nuova edificazione sia di quello esistente nel presidio ospedaliero di Cisanello; la gestione e produzione del calore, la manutenzione di edifici e impianti, la logistica dei trasporti, comprese le attivitàdi tutta la fase di start-up propedeutiche all’avviamento dell’intero complesso di Cisanello.

“Giusto fare una cerimonia sobria, ma significativa. Stiamo dando il via all’ultimo lotto di lavoro del Nuovo Santa Chiara. Ed è giusto condividere insieme un sentimento di soddisfazione. Pietro Nenni, in un discorso in Parlamento del 1959, raccontò questa storia: Due operai stavano impilando mattoni. Un passante chiese loro: Cosa fate? Uno di loro rispose: Impilo mattoni. L’altro: Innalzo una cattedrale. Ecco: qui si sta innalzando una cattedrale. Per costruire il vecchio Santa Chiara ci impegnarono 80 anni. Per il nuovo ce la siamo cavata in 25 anni”. Così il presidente Enrico Rossi, che oggi pomeriggio ha partecipato, assieme all’assessore al diritto alla salute Stefania Saccardi, alla cerimonia per la posa della prima pietra del Nuovo ospedale Santa Chiara a Cisanello.

“Credo molto nel ruolo della Regione – ha aggiunto Rossi –  che è stato realizzato in stretto contatto con il territorio. Sono diventato assessore nel 2000, fu in quegli anni che prendemmo la decisione di fare uno nuovo ospedale in cui trasferire il Santa Chiara. È una grande operazione urbanistica, questa, con un intreccio forte con il territorio”.

Rossi ha ricordato e ringraziato tutti i direttori che si sono avvicendati alla guida dell’azienda pisana, e anche i rettori che nell’arco di questi venti anni hanno dato un contributo alla realizzazione di questa cattedrale.

“La sanità si fa con le persone, gli operatori, all’università spetta il ruolo di fare ricerca e formare questi operatori. Va tenuta d’occhio l’appropriatezza, e non è sbagliato richiamare questi concetti. Una sanità finalizzata non a fare business ma a fare cura. Mi auguro che ci sia sempre una maggiore integrazione tra Aou Pisana e Asl Toscana nord ovest. Pisa è il punto di forza di una capacità di attrazione della sanità Toscana che è segno di qualità. Buon lavoro e buon Natale a tutti”.

La posa della prima pietra è stata simbolica. Nella tensostruttura in cui si è tenuta la cerimonia, in quella che sarà effettivamente la prima pietra della nuova struttura – un’urna di pietra serena posta sul tavolo dei relatori – è stata inserita una pergamena firmata da tutti i presenti, assieme alla pergamena storica che ha dato il via ai lavori al vecchio Santa Chiara.

Con Rossi e Saccardi, nella tensostruttura del Cisanello, c’erano Silvia Briani, direttore generale Azienda ospedaliero-universitaria pisana, Paolo Mancarella, rettore Università degli studi di Pisa, Michele Conti, sindaco di Pisa, Rinaldo Giambastiani, responsabile unico di procedimento e direttor e del Dipartimento di area tecnica dell’Aoup, Giovanni Bruno, commissario straordinario INSO (Sistemi per le Infrastrutture Sociali spa), capogruppo del raggruppamente temporaeno di imprese che ha vinto l’appalto.”Certamente questo è un momento di grande soddisfazione anche per me, che ho trovato questo progetto quasi pronto”, ha sottolineato Stefania Saccardi. “L’accordo di programma è stato firmato nel 2005. Oggi siamo a un punto importante. Questa città potrà avere uno degli ospedali più importanti del Paese, un ospedale che servirà ai pazienti, ai professionisti, alla funzionalità dei percorsi, che troverà in un edificio nuovo una razionalità maggiore. Anche la tecnologia troverà nel nuovo edificio un luogo idoneo per dispiegarsi appieno. Sarà anche un luogo molto bello, la bellezza nei luoghi dove c’è sofferenza è importante”. 

“Giovedì – ha continuato Saccardi – siamo stati a Livorno, per la firma dell’accordo sul nuovo ospedale, in Toscana la rete degli ospedali sarà moderna e tutta rinnovata. La Toscana è la Regione che negli anni ha saputo investire di più e meglio sugli ospedali. Oggi abbiamo una rete di ospedali nuovi e moderni. La sanità è anche uno straordinario motore di investimenti e di lavoro. Questo è un investimento che porterà non solo miglioramenti nella sanità, ma anche lavoro. Saranno anni di disagi, per i lavori, quindi chiediamo pazienza ai cittadini, ma saranno finalizzati a un grande obiettivo e per un tempo limitato. Non sarà solo un contenitore, ma ci sarà un contenuto di altissimo livello, punto di riferimento assoluto a livello nazionale. Continuiamo a investire anche sul capitale umano, sono Importanti la qualità e l’umanità delle cure. Mi auguro che adesso si proceda speditamente e si arrivi presto all’inaugurazione”.

Il raggruppamento di imprese aggiudicatario dei lavori dovrà infatti attivare i nuovi edifici curando il trasferimento dei reparti sia dal presidio ospedaliero storico di Santa Chiara a Cisanello, sia all’interno dei vari padiglioni di Cisanello. Inoltre dovrà procedere all’acquisto e alla valorizzazione immobiliare del complesso monumentale del Santa Chiara, che sarà dismesso una volta realizzato il nuovo polo. Nel contratto è previsto il versamento, da parte del gruppo vincitore, di una caparra confirmatoria di 12,25 milioni per l’acquisto del Santa Chiara, di importo pari al 10% del valore stimato (circa 122,5 milioni di euro) in attesa della progettazione esecutiva dell’opera di riqualificazione urbanistica di tutto il complesso, che potrà essere acquistato a singoli lotti o in cordata con altri investitori, sempre nell’ambito della riconversione delineata nel progetto Chipperfield, vincitore nel 2007 del concorso di idee internazionale per la riqualificazione di tutta l’area a ridosso della Piazza dei Miracoli.

LE PAROLE DEL SINDACO. Il Sindaco di Pisa Michele Conti è intervenuto alla cerimonia di posa della prima pietra del nuovo ospedale Santa Chiara in Cisanello. Oggi è una giornata di festa per Pisa: la posa della prima pietra del nuovo Santa Chiara in Cisanello è un atto di grande significato che la città attende da anni. Finalmente, con la recente sentenza del Consiglio di Stato sull’appalto del “nuovo Santa Chiara” si è concluso l’iter dei tribunali amministrativi che ha sbloccato i lavori a Cisanello che, come ha annunciato la Regione Toscana, partiranno il prossimo settembre. Pisa vedrà dunque finalmente trasferite in quell’area tutte le specialità mediche, comprese quelle ancora oggi attive nel vecchio ospedale Santa Chiara. L’azienda ospedaliero universitaria pisana diventerà, se possibile ancor di più di quanto lo è già adesso, quel punto di riferimento per la sanità a cui già si rivolgono moltissimi cittadini di Pisa, di tutta la Regione, di tutta Italia”.

“Un’eccellenza riconosciuta dalla comunità scientifica, dai tanti pazienti che vengono a curarsi a Pisa e dai tanti lavoratori, medici, infermieri e personale di servizio che contribuiscono a garantire standard di qualità altissimi. Voglio dunque esprimere tutto il mio orgoglio e la mia soddisfazione per l’inizio di questo percorso che doterà Pisa di un nuovo e moderno ospedale. L’amministrazione comunale che rappresento intende fare la propria parte per accompagnare questa nuova opportunità con adeguati e necessari interventi in termini infrastrutturali, logistici e di mobilità, per far sì che il nuovo polo ospedaliero che cresce non diventi una monade isolata, ma sia collegato sempre di più con la città e con i quartieri limitrofi. In questo senso ritengo di centrale importanza il progetto che stiamo presentando al Ministero delle Infrastrutture e trasporti per la realizzazione della tramvia che collegherà la Stazione Ferroviaria al polo ospedaliero di Cisanello, che potrà incidere profondamente e positivamente sui flussi della mobilità lungo il principale asse di scorrimento del traffico cittadino, con benefici importanti a livello ambientale e di qualità della vita. L’aspetto ambientale, che noto fondamentale anche nella nuova progettazione degli spazi interni al polo ospedaliero, è una delle nostre priorità, come dimostra il piano di forestazione urbana presentato dall’Amministrazione, che coinvolgerà proprio il parco fluviale della golena d’Arno, rendendolo un grande polmone verde per la parte nord della città, proprio in prossimità dell’ospedale”.

“L’inizio dell’iter di trasferimento dell’ospedale, con la costruzione del nuovo Santa Chiara apre però anche un altro fronte, quello del recupero di una delle aree più prestigiose e delicate della città, quella appunto del Santa Chiara, a ridosso dell’area monumentale di Piazza dei Miracoli. Credo sia necessario e proficuo un incontro dedicato sul tema alla Regione Toscana, ai vertici dell’Azienda e ai professionisti dell’impresa che si è aggiudicata il bando, per capire se a distanza di quasi dieci anni dal piano Chipperfield ci sono degli elementi da rivedere, da aggiornare, da migliorare per uno sviluppo virtuoso di quella porzione strategica della città. Non c’è dubbio che quella del Santa Chiara sarà la partita urbanistica più importante che si giocherà a Pisa nei prossimi anni e su questa, come sulle altre questioni urbanistiche, il Comune di Pisa ha competenza e vuol giocare il proprio ruolo fino in fondo. Ma ci sarà tempo per discuterne, auspico già dalle prossime settimane; oggi è il giorno della festa e delle congratulazioni a chi ha ottenuto questo primo importante traguardo”.

Il raggruppamento temporaneo di imprese che ha vinto l’appalto è composto da:

1) INSO Sistemi per le Infrastrutture Sociali S.p.A. (Capogruppo) – Via Giovanni del Pian dei Carpini 1 – Firenze

2) Consorzio INTEGRA Società Cooperativa (Mandante) – Via Marco Emilio Lepido 182/2 – Bologna. Imprese assegnatarie: CMB Società Cooperativa – Via Carlo Marx 101 Carpi (MO) e CMSA Società Cooperativa Via Ludovico Ariosto 3 Montecatini Terme (PT)

3) Gemmo S.P.A. (Mandante) – V.le dell’Industria 2 – Arcugnano (Vicenza)

Il progetto del nuovo ospedale ha subito variazioni negli ultimi anni, rispetto all’accordo di programma del 2005. Sono stati ripensati gli spazi in funzione della centralità del paziente, progettando un modello di ospedale a monoblocco orizzontale, con la concentrazione delle aree critiche (blocchi operatori e terapie intensive) su un unico piano, cercando di garantire percorsi di continuità e intensità di cure negli edifici adiacenti fra loro, in modo da ridurre al minimo gli spostamenti esterni dei pazienti e garantire la massima flessibilità e integrazione di professionisti, discipline e posti letto, che partiranno, una volta attivato l’intero complesso, da una base di 1100-1200 fino ad estendersi a 1600, in caso di particolari necessità, a seconda delle esigenze dell’area dell’emergenza o del comfort alberghiero.

Nuove costruzioni

La parte da edificare (manufatti in bianco e grigio nella piantina), denominata “secondo potenziamento”, sarà collegata al monoblocco esistente da un attraversamento, che accoglierà nuove degenze e blocco operatorio, con un unico grande ingresso, che avrà funzioni di orientamento-smistamento dei flussi fra utenza, personale sanitario e logistica. Una volta a regime, l’attività assistenziale verrà tutta concentrata in questa parte di nuova costruzione, collegata al Dea-Dipartimento emergenza-accettazione (edificio 31) e al monoblocco (rappresentato oggi dagli edifici 8, 9, 10, 30 e presto, con un ponte di collegamento, anche con il 13 e il 29) mentre i padiglioni dell’area vecchia di Cisanello (edifici 1,2,3,5) saranno destinati ad altre funzioni. Nelle previsioni c’è anche l’abbattimento dell’edificio 6, permettendo così la realizzazione del “Parco storico” nel sedime del vecchio sanatorio di Cisanello.

Verranno poi costruiti la piastra diagnostica, il centro prelievi, il palazzo direzionale con gli uffici amministrativi, gli stabili destinati a cucina-mensa, le centrali di energia, i magazzini e gli edifici universitari (polo didattico e scienze mediche di base).

Consistente anche la dotazione di aree a verde e alberate che si vanno ad aggiungere alla creazione di due parchi: uno nella parte vecchia, il “Parco storico” e uno nell’area golenale nella zona dei campi sportivi, il “Parco fluviale”. Il tutto per mitigare l’impatto ambientale del costruendo complesso ospedaliero.

In quest’area sarà realizzata anche una piazzola per l’atterraggio degli elicotteri che verrà utilizzata, in alternativa a quella posizionata sopra il tetto del Dea, per tutta la durata del cantiere, come evidenziato nel video allegato relativo allo svolgimento del cantiere in costruzione.

Accessi

Attualmente sono 6 i varchi attraverso i quali si entra in ospedale:

Ingresso 1 – Pronto soccorso: riservato a mezzi di soccorso e sanitari, mezzi autorizzati e pedoni (non sarà più praticabile non appena verrà installata la recinzione del cantiere);

Ingresso 2 – Piazza Nuovo Santa Chiara: riservato ai soli pedoni;

Ingresso 3 – Via Martin Lutero: riservato ai soli pedoni;

Ingresso 4 – Porta carraia Via Luzi: riservato a mezzi sanitari, autorizzati e pedoni;

Ingresso 5 – Porta carraia Morgue – riservato a mezzi sanitari e pompe funebri;

Ingresso 6 – Porta logistica via di Piaggia: riservata a mezzi, ditte, fornitori autorizzati e pedoni.

Mobilità e parcheggi

La mobilità interna ed esterna, già profondamente modificata in questi anni, una volta completato il nuovo ospedale verrà rivoluzionata perché all’interno circoleranno quasi esclusivamente mezzi elettrici. All’esterno prenderà progressivamente forma la grande area di sosta a più livelli, il cosiddetto ‘sigaro’ (parcheggio B), antistante e sottostante agli edifici nuovi, che si allungherà, per complessivi 1.600 posti, lungo tutta la superficie, dall’Edificio 10 all’attuale parcheggio A (ponte alle Bocchette). Anche quest’ultimo, che dispone di 1.400 posti, una volta completate le nuove costruzioni diventerà limitrofo all’ospedale, così come il parcheggio C San Biagio (450 posti). All’interno del perimetro ospedaliero sarà invece disponibile un’area di sosta (D) riservata ai mezzi di soccorso, sanitari, aziendali e delle ditte che hanno servizi appaltati. Ci saranno inoltre 50 posti riservati ai portatori di handicap e un centinaio per le ammissioni/dimissioni ospedaliere. Tutte queste aree di sosta saranno servite, come già avviene ora, dalle varie linee di bus navetta che fanno la spola dai parcheggi alle fermate vicine ai vari padiglioni sanitari. Inoltre verrà completato un sistema di videosorveglianza h24 collegato alla sala operativa della vigilanza mentre sono già stati installati i cancelli di recinzione ad apertura automatica. Saranno previsti sistemi di rilevazione dei flussi di accesso con display informativi alle sbarre e alle pensiline dei bus sulla disponibilità di posti auto e sugli orari delle linee urbane. Spazio anche alla mobilità alternativa con rastrelliere coperte per bici e motocicli. Si calcola che, una volta a regime, il nuovo ospedale ospiterà un flusso quotidiano di circa 15mila persone (fra pazienti, visitatori, dipendenti, studenti e docenti, fornitori, etc…). Si tratta di un’operazione di importanza strategica enorme per la collettività e per il servizio sanitario regionale perché consentirà, da un lato, di riqualificare una delle aree di maggiore pregio storico della città (Santa Chiara), dall’altro di eliminare definitivamente la frammentazione dei reparti ospedalieri su due presidi e di concentrare tutto il nocciolo dell’area assistenziale, didattica e della ricerca in un moderno monoblocco ispirato agli standard di qualità, sicurezza e risparmio energetico fra i più avanzati in Europa.

Oggi, con la posa della prima pietra, si dà il via a uno dei cantieri più importanti in Italia e una delle più grandi trasformazioni urbanistiche per Pisa, visto che si sposteranno contestualmente ospedale e università, dopo secoli di ubicazione nel centro storico della città. Dopo un lungo e complesso lavoro condiviso – che ha impegnato negli ultimi anni insieme all’AOUP, Comune, Regione, Università, Agenzia regionale per il diritto allo studio universitario, Sovrintendenza, Provincia, USL territoriale, ARPAT, Ufficio fiumi e fossi, Comune di San Giuliano Terme, ANAC e altri enti – con la realizzazione del Nuovo ospedale Santa Chiara si aggiunge un altro tassello strategico nel programma di rinnovamento degli ospedali della Toscana 

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