La provocazione verso il Comune di Pisa. La risposta dell’Amministrazione

Pisa – Il rispetto dello stato di diritto non può avere limiti, non c’è qualcuno che possa pensare di avere il privilegio d’esserne estraneo. La provocazione fatta ai danni del Comune di Pisa, che sarebbe “unico vero nemico dello sviluppo del Galilei” è il contrario esatto dalla realtà e non si addice ad una società quotata. Come mille volte è stato riconosciuto dalla società di gestione, lo sviluppo dell’aeroporto, negli ultimi venti anni, è dovuto alla condivisione con il Comune, praticata insieme alla Regione e a tutti gli altri soci, pubblici e privati. Con consenso sulle scelte strategiche e mettendo a disposizione le risorse in autofinanziamento, sempre concordando le modalità attuative. Questo di certo fino alla privatizzazione di SAT.

Ciò è accaduto anche per la realizzazione del people mover. Poi Toscana Aeroporti purtroppo ha preso le distanze dalle previsioni del Piano Trasportistico, commissionato dalla SAT e posto a base della gara e della domanda di sostegno per il finanziamento pubblico, poi concesso dalla Commissione dell’Unione Europea. Il Piano e tutti gli atti successivi, prevedevano a regime l’1,9% dei passeggeri aeroportuali, vale a dire 90 mila, che avrebbero utilizzato i bus che collegano Firenze all’aeroporto. Non si tratta di una differenza di poco conto rispetto agli attuali 600 mila, fino ad oggi gestiti fuori dal sistema people mover. Con un’organizzazione del servizio in condizioni di sostanziale monopolio, senza che il people mover sia offerto ai passeggeri con le stesse informazioni e promozioni, almeno secondo i canoni di una effettiva concorrenza. Ciò si deve rimarcare, pur avendo adottato ogni provvedimento utile a garantire, dentro il sistema people mover, il servizio dei bus autorizzato dalla Regione.

Fino a gennaio 2017 Toscana Aeroporti è stata d’accordo nel collocare l’attestazione dei bus nel sistema people mover, in uno spazio adiacente al parcheggio scambiatore, in coerenza con l’Accordo di programma sottoscritto. Successivamente il socio privato maggioritario ha cambiato opinione. Si è data la precedenza ad una lauta rendita di posizione a danno dell’infrastruttura fortemente voluta e progettata dalla SAT e di un disegno strategico condiviso. Come se la programmazione di un grande e moderno sistema di trasporto potesse essere cambiata a posteriori, senza conseguenze per l’ambiente urbano e l’interesse pubblico.

Toscana Aeroporti purtroppo ha contrastato l’ordinanza dirigenziale del Comune che, in coerenza con tutti gli strumenti di governo del territorio, regolamenta il flusso dei bus perseguendo obiettivi di contenimento dell’inquinamento. Questo contrasto si è addirittura accentuato dopo le chiare sentenze del TAR e del Consiglio di Stato, che non per caso hanno respinto le richieste di sospendere l’ordinanza avanzate da Toscana Aeroporti e dalla società di trasporti Autostradale. Inoltre, entrambi gli attori non hanno volutamente partecipato alle riunioni tecniche e organizzative, convocate dal Comune e dal concessionario, la società Pisamover, per gestire al meglio le indicazioni dell’ordinanza comunale a beneficio dei passeggeri. Questa assenza ha anticipato l’inammissibile violazione sistematica dell’ordinanza e delle leggi, avvenuta fino ad oggi.

E’ insostenibile violare un’ordinanza vigente, confermata dai chiari pronunciamenti della giustizia amministrativa, e perciò il Comune ha sanzionato e diffidato chi ha reiterato comportamenti irregolari che turbano l’esercizio di un servizio pubblico. La legge non permette d’impedire al Comune di difendere gli interessi collettivi. Nessuno può impedire le funzioni pubbliche in difesa dei diritti della comunità ad una mobilità sostenibile e efficiente, così come ampiamente certificato dalla Commissione dell’Unione Europea che per questi obiettivi ha concesso il finanziamento pubblico di 21 milioni di euro alla Regione Toscana per realizzare il people mover.

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