La questione degli ambiti territoriali di caccia toscani.

Toscana – Risposta del Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio all’interrogazione della portavoce Chiara Gagnarli (M5S) circa il quadro normativo riguardante la disciplina degli ambiti territoriali di caccia toscani (Atc).

La questione caccia toscani è stata portata in consiglio dalla portavoce M5s Chiara Gagnarli: a quest’ultima ha risposto il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio Bressa, ha risposto ieri all’interrogazione della portavoce Chiara Gagnarli (M5S) in merito al quadro normativo riguardante la disciplina degli ambiti territoriali di caccia toscani (Atc).
Immediata la reazione della Gagnarli.
Il sottosegretario ha confermato il pasticcio sulla gestione toscana ma ha provato a difendere l’operato del legislatore regionale che, a seguito dei rilievi della Corte costituzionale, ha dovuto modificare più volte la normativa regionale fino a giungere alla ultima approvazione a dicembre 2016. Tale previsione, tuttavia, è apparsa incompleta, così il Ministero dell’ambiente ha suggerito alla Regione ad agosto 2016 di rimettere mani alla legge per assicurare che, anche nella fase transitoria, la gestione del territorio toscano fosse comunque attuata in conformità alla legge nazionale, prevedendo, fino alla nomina dei comitati di gestione dei nuovi Atc, che i preesistenti svolgessero gestioni commissariali con riferimento a ciascuno dei sotto ambiti di riferimento”.
La cinque stelle Gagnarli ha replicato: “Innanzitutto la risposta del Governo giunge tardiva rispetto all’interrogazione di settembre 2016. È vero, la problematica della costituzionalità in qualche modo è stata risolta, anche se ci sono voluti mesi, ma la questione che sollevavamo sulla ripartizione del patrimonio e dei rapporti giuridici attivi e passivi all’interno dei vecchi Atc ed i relativi sottoambiti è stata gestita in maniera poco chiara. Fino ad allora – ha sottolineato la Gagnarli – invece che dare un quadro normativo, la regione Toscana, per bocca dei sui dirigenti, ha risposto che ci si è affidati al buonsenso. Un buonsenso di cui non ci possiamo fidare e che non può essere sostituivo della legge quando si parla della gestione di milioni di euro pubblici.
Nel frattempo – conclude la deputata – continua la situazione caotica sugli Atc, sulle nomine dei comitati di gestione, sugli organi di controllo; con i consiglieri regionali continuiamo a vigilare sull’attuazione della nuova legge e rimaniamo in attesa di verificare l’interessamento della procura di Arezzo e della procura della Corte dei Conti regionale, entrambe informate delle anomalie di gestione di questi anni”.
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