“La Regione dichiara guerra ai balneari. Minacciata l’esistenza di centinaia di piccole imprese e migliaia di posti di lavoro”

PISA – “Da respingere risolutamente al mittente”, commenta così la proposta della Regione Toscana di aumentare l’imposta dei canoni demaniali marittimi Fabrizio Fontani del Sindacato Italiano Balneari ConfcommercioPisa.

“Come qualsiasi atto, di qualsiasi genere e di qualunque provenienza che minacci o attenti l’esistenza in vita di centinaia e centinaia di piccole e medie imprese regolari, di migliaia di operatori e dei loro dipendenti, questa proposta non può non essere recepita che come una dichiarazione di guerra”. Fontani parla esplicitamente di “attentato compiuto alle spalle del sistema turistico balneare toscano, un tentativo di distruzione delle imprese balneari al quale ci opporremo in tutti i modi possibile. Un fatto gravissimo, proposto paradossalmente dalla massima istituzione politica regionale che, sino a pochi mesi fa, in campagna elettorale parlava di rilancio dell’economia, delle imprese e del turismo; predicava la concertazione e la condivisione con le associazioni di categoria, si impegnava a promuovere le attività economiche e imprenditoriali della nostra regione e a sostenere il made in Toscany. Di punto in bianco, si viene a sapere che il Consiglio Regionale della Toscana starebbe pensando di quadruplicare l’imposta regionale sui canoni demaniali marittimi, senza per altro aver minimamente consultato o avvertito le categorie”.
Eppure solo due anni fa ricorda Fontani – “la Regione Toscana aveva aumentato l’aliquota di tale imposta del 10%, passando dal 15% al 25% rispetto al canone demaniale pagato allo stato e adesso si pensa di portarla dal 25% al 100% ossia di raddoppiare il canone statale. Un provvedimento assurdo, come dimostra il confronto con altre regioni italiane: la stessa aliquota in Emilia Romagna è al 5%, nelle Marche al 10%, in Liguria 10/25% per rendersi conto che questo provvedimento comporterebbe oltre ad una sperequazione, anche una oggettiva situazione di concorrenza sleale e di profonda ingiustizia creata paradossalmente dal governo regionale a discapito del proprio territorio e a vantaggio delle altre regioni”. “Tutto ciò in un momento in cui il turismo balneare è gravato da una situazione di profonda incertezza” – conclude Fontani – “e di scarsa considerazione da parte della maggioranza di governo e del partito che ne è massima espressione. Per questo ci aspettiamo che i consiglieri regionali di maggioranza e di opposizione facciano una forte e decisa opposizione al provvedimento, mantenendo gli impegni e le promesse fatte in campagna elettorale e rispondendo ai territori per cui si sono impegnati”.

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