La replica dell’Aoup alla Cgil: “Tutto si è svolto regolarmente, abbiamo applicato la procedura”

L’Aoup risponde a quanto diffuso dalla Cgil in merito alla vicenda dell’infermiere costretto a garantire la propria presenza una volta terminato il consueto turno di lavoro.

PISA –  “In primo luogo – fanno sapere dall’Aoup – è bene sottolineare che l’attività del reparto si è svolta regolarmente e i che pazienti ricoverati non hanno corso alcun pericolo, né è stata loro prestata una minore attenzione. Non si è trattato, come erroneamente riportato, di scegliere un qualsiasi professionista tra le migliaia di dipendenti dell’Aoup. Era ovviamente necessario scegliere un infermiere, ma che non fosse un infermiere qualsiasi: la scelta era da farsi all’interno del gruppo di coloro che hanno (o hanno avuto in passato) esperienze di lavoro all’interno di una terapia intensiva. Questa regola è adottata e condivisa nel dipartimento di Anestesia e rianimazione da almeno quattro anni. Non vale tra gli infermieri il principio “uno vale l’altro”: ci sono professionisti che hanno sviluppato capacità ed esperienze nelle terapie intensive, altri nelle pediatrie, altri ancora nelle sale operatorie, e così via. Considerate le sole tre ore di preavviso è stato quindi deciso di fare ricorso a una procedura aziendale (la numero 21) dedicata proprio ai casi in cui fosse necessario avere, in tempi rapidi, l’apporto di un infermiere che avesse un bagaglio professionale adatto. Quando si fa ricorso a questa procedura il rimborso al professionista non viene fatto attraverso il fondo-straordinari ma si attinge a un fondo aziendale e le ore di lavoro svolte vengono retribuite in misura maggiore – aggiungono -. L’ultima inesattezza riguarda il supposto “sequestro di persona”: il professionista si è candidato volontariamente. Che un medico, un infermiere o qualsiasi altro professionista dell’Aoup offra la propria disponibilità (tra l’altro in piena adesione alla procedura) crediamo – concludono dall’Aoup – faccia parte delle scelte che ognuno sia libero di fare: l’autodeterminazione è un valore”.

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