La “Riforma Madia”: conseguenze e protesta a Pisa

Pisa –  Il gruppo dell’Area della Ricerca di Pisa dei Precari Uniti CNR è un gruppo spontaneo formato da tutti i lavoratori precari del CNR, atipici e non, di tutto il territorio nazionale. Il gruppo si è prefissato di far emergere la problematica di tutto il precariato nel mondo della ricerca pubblica e di spingere verso una soluzione definitiva ed inclusiva.

Dopo l’approvazione della “Riforma Madia” da parte del governo, siamo preoccupati per il nostro futuro. Il decreto Madia offre la possibilità di iniziare un percorso di stabilizzazione all’interno della pubblica amministrazione. Tuttavia, nel caso del CNR, la sua reale applicazione non sembra attuabile rendendo vane le speranze dei precari degli enti pubblici di ricerca.

La riforma non tiene conto della molteplicità di contratti atipici, escludendo a priori la maggior parte dei lavoratori che per tanti anni hanno lavorato in nome e per conto dell’Ente, svolgendo un lavoro altamente professionale ed indispensabile per l’andamento delle attività.

Perciò, il loro intento è quello di:

Ricordare alle istituzioni che siamo un investimento per l’Italia e non una spesa;

Gridare che in assenza di ulteriori finanziamenti la ricerca pubblica italiana morirà;

Ricordare che i lavoratori precari sono una risorsa fondamentale ed indispensabile per l’Ente in quanto svolgono attività di ricerca di alto profilo che altrimenti sarebbero difficili da condurre;

Dimostrare che senza distinzioni d’appartenenza, inquadramento e profilo, tutti i precari della ricerca, da nord a sud, sono uniti e determinati affinché vengano rispettati i loro diritti.

L’attuazione del “decreto Madia” con il fine di stabilizzare tutti i precari storici dell’Ente, atipici e non, riconoscendo a tutti i propri diritti. 

L’iniziativa per sostenere la richiesta si è svolta oggi 16 maggio nel piazzale dell’Area di Ricerca di Pisa per coinvolgere e sensibilizzare il personale e i visitatori attraverso un flashmob. I partecipanti hanno indossato abiti neri e maschere bianche in segno di lutto per celebrare il funerale della Ricerca Pubblica italiana.

L’iniziativa verrà ripetuta domani 17 maggio dalle ore 14 alle ore 15 in tutte le aree della ricerca e presso gli istituti presenti sul territorio nazionale.

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