La scherma pisana ai tempi del Covid-19. Il maestro Enrico Di Ciolo: “Non lasciateci soli dopo l’emergenza. Mi aspetto tanto da Comune, Regioni e Stato”

PISA – Un po’ tutti gli impianti sportivi hanno risentito di questo stop dovuto all’emergenza sanitaria Covid-19. Tra i tanti sport minori anche la scherma cercherà di ripartire dopo questi quasi due mesi di “pausa forzata”. L’educazione fisica e sportiva fanno parte dello stato sociale di ogni paese. Pisa può godere della eccellenza della Scuola Di Ciolo. Non potevamo che parlarne ovviamente con uno dei personaggi più importanti della scherma pisana, il maestro Enrico Di Ciolo, presidente del Club scherma Pisa.

di Antonio Tognoli

Come gestite in tempi di Covid 19 i contatti con i vostri tesserati?

Abbiamo costante contatto con tutti gli allievi perché abbiamo attivato i messaggi nei nostri tre gruppi, Under 8, Under 14, Over 14. Attraverso vari messaggi e informazioni cerchiamo di tenere alto l’interesse verso la costanza nell’allenamento“.

In che modo cercate di invogliare gli atleti ad essere costanti nell’allenamento pur non potendo usufruire della palestra?

Facciamo delle lezioni di gruppo per i ragazzi, esercitazioni tecniche e ginniche. Inviamo video-guida per i vari livelli. Proponiamo programmi fisici individuali ai più grandi. Per i probabili atleti olimpici abbiamo dei consigli anche tecnici, perché per fortuna, Gabriele Cimini vive con la sorella Chiara, spadista di alto profilo e Martina Batini vive con il suo compagno che è Matteo Tagliariol, campione olimpico di spada“.

Quali sono le vostre maggiori preoccupazioni di questa situazione?

Siamo preoccupati perché fermandosi l’attività dell’impianto cessano le entrate delle quote sociali che rappresentano la risorsa primaria del nostro club. Senza attività non possiamo garantire che le nostre attuali risorse siano sufficienti per pagare i nostri collaboratori professionisti, che dalla scherma hanno la loro unica fonte di reddito, per i prossimi mesi. Siamo angosciati perché abbiamo intrapreso la strada della palestra in affitto privato (Una Srl ci ha costruito la palestra di Scherma poiché per noi era impossibile fare attività a questo livello senza una struttura adeguata) e non sappiamo se potremo pagare l’affitto mensile di 3500 euro più Iva

Che cosa vi aspettate dalle istituzioni?

“Giustizia e imparzialità nella gestione degli eventuali contributi. Mi auguro che siano presi in considerazione i problemi di chi è in affitto da privati e paga molto più di chi è in strutture comunali. A Comune, Regione e Stato chiedo di aiutarci e di non lasciarci soli ad affrontare una crisi che purtroppo nei prossimi mesi si presenterà a tutto lo sport pisano”.



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