La Scuola Sant’Anna dà i voti alla sanità toscana

PISA – Aoup prima in Toscana per il trattamento del tumore alla mammella e seconda solo all’ospedale pediatrico Meyer nella valutazione di sintesi della qualità clinica.

Sono alcuni dei dati emersi dal rapporto pubblicato dal MeS, il Laboratorio management e sanità della Scuola superiore Sant’Anna di Pisa, per conto della Regione Toscana. Il MeS ha valutato le performance delle aziende sanitarie toscane nel 2019 in base a 138 indicatori utilizzando il collaudato schema grafico dei bersagli. Il centro del bersaglio è di colore verde intenso e corrisponde naturalmente al migliore risultato possibile; si passa quindi a un verde tenue, al giallo, all’arancione e si giunge infine al rosso, cioè il risultato peggiore. Ebbene, il 50% degli indicatori occupano le zone verdi, e neppure un valore è in quella rossa o in quella arancione, mentre nel 2018 in quelle fasce stazionavano ben cinque indicatori. L’Aoup è del resto migliorata in circa il 59% dei valori presi in esame dal MeS, risultando la migliore azienda toscana quanto a capacità di ripresa e sviluppo.

Un dato particolarmente significativo è quello dell’assistenza al parto. L’Aoup, che già nel 2018 era la migliore azienda toscana quanto ricorso ai parti cesarei, ha ulteriormente migliorato la propria performance. Prima anche nel rapporto tra la formazione aziendale e le indicazioni regionali di sviluppo e valorizzazione delle risorse professionali. C’è stato un netto miglioramento pure in un altro ambito importante: l’appropriatezza nelle prescrizioni farmaceutiche. Nel 2018 Aoup occupava l’ultimo posto in classifica, mentre nel 2019 si è posta a ridosso delle migliori aziende.

Luce ed ombre nella chirurgia oncologica. L’Aoup si conferma tra le primissime aziende italiane quanto a volumi di interventi chirurgici per tumori maligni. Secondo le ultime rilevazioni ministeriali è prima a livello nazionale per i tumori tiroidei; nelle prime tre posizioni per tumori a pancreas, retto, rene e colon; nelle prime dieci per tumori a stomaco, esofago, polmone, fegato, utero, mammella e vescica.

Sono però migliorabili i tempi di attesa, comunque passati dai 36,5 giorni del 2018 – peggiore dato a livello toscano – a una media di 28,9, ormai molto vicina a quella regionale (27). Spiccano i tempi di attesa per l’intervento di tumore alla mammella, dove l’Aoup è al primo posto, con soli 20,4 giorni di attesa.

Dato indubbiamente positivo è anche quello relativo al pronto soccorso. Nonostante il massiccio e costante aumento degli utenti, il numero dei dimessi nell’arco delle 6 ore dall’ingresso è salito al 92,7%, uno dei migliori dati a livello regionale, e nettamente il migliore se si prendono in considerazione solo gli ospedali più grandi.

Commentare questi dati – dice la dg Silvia Briani – in un certo senso è molto facile: il 50% degli indicatori è nelle aree verdi, e siamo migliorati nel 59% dei casi rispetto al 2018, pur partendo da un livello già molto alto. Mi preme però sottolineare un aspetto che forse non è altrettanto evidente. Un tale risultato non può essere raggiunto solo grazie alle nostre tante eccellenze nazionali e internazionali, ma è necessariamente il frutto di un lavoro corale e capillare che coinvolge ognuno di noi. Se dovessi riassumere il tutto in una frase direi che l’eccellenza, in Aoup, è diffusa in modo omogeneo”.

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