La sfida di un nuovo percorso congressuale per il Partito Democratico di Pisa: identità, valori e metodo tornino al centro della discussione

PISA – “Le dimissioni di Alessio Lari hanno aperto all’interno del nostro partito una nuova fase che si concluderà con l’elezione in assemblea di un nuovo segretario provinciale.

Preso atto che non potremo sfruttare la finestra congressuale che il partito regionale stava (e sta ancora) predisponendo per altri coordinamenti territoriali, adesso dobbiamo far sì che il mancato avvio di una vera e propria fase congressuale non si traduca in una scelta di chiusura assoluta ad ogni ipotesi di confronto, discussione ed analisi, soprattutto rispetto a quello che è accaduto negli ultimi mesi all’interno del nostro partito. La questione è seria. La nostra proposta altrettanto ragionevole. Certamente non ci pare convincente pensare di affrontare la questione delle dimissioni dell’attuale Segretario limitandosi a formulare la proposta di individuare una figura di garanzia che ci accompagni all’appuntamento congressuale del prossimo autunno. Prima di tutto perché non è comprensibile in cosa questa proposta si distingua in concreto dall’attuale condizione. Non dobbiamo infatti dimenticare le modalità e le circostanze dell’elezione in assemblea del Segretario Alessio Lari, quando tutto il partito fece lo sforzo di costruire, a seguito del risultato delle elezioni regionali, un percorso unitario per la costituzione della nuova segreteria provinciale. Un obiettivo che non sempre è stato facilmente ed utilmente perseguito, avendo trovato peraltro un immediato impedimento al momento della successiva formazione della segreteria cittadina. Il dubbio è fondato e la risposta ha un chiaro significato politico: già in altre circostanze abbiamo infatti cercato di mettere in luce come le intenzioni originarie che portarono alla formazione della segreteria provinciale siano state poi nei fatti ostacolate da scelte e condizionamenti maturati alla luce delle dinamiche politiche di livello nazionale e regionale. La nostra proposta è allora quella di non perseverare con gli errori commessi, facendo della prossima assemblea, non solo il luogo dell’elezione del nuovo Segretario, ma l’occasione per compiere il primo vero passo verso una riflessione reale ed approfondita sul nostro futuro, sulle prospettive politiche dischiuse dopo l’esito referendario e il futuro mutamento del sistema elettorale, sulla nostra identità e sulle forme della nostra convivenza democratica. Una proposta che non può eludere il necessario coinvolgimento degli iscritti e dei circoli da includere da subito, attivamente, in questa nuova fase. Qualunque sia allora la scelta che l’Assemblea andrà a compiere relativamente al prossimo segretario facciamo sì che, nel pieno della propria legittimazione, si tratti di una soluzione chiara, comprensibile e soprattutto ben definita quanto agli obiettivi e alle modalità con cui dovrà essere attuata. Muovendo da un’analisi effettiva di quanto accaduto negli ultimi mesi, facendo anche tesoro del confronto con i nostri iscritti, si delinei un’idea chiara e ben riconoscibile di partito, definendone principi, valori e identità fondanti. Evitiamo infine di elaborare soluzioni o figure di tipo “commissariale” che si limitino alla gestione dell’ordinaria amministrazione in attesa del prossimo congresso. Le urgenze e l’importanza dei temi da affrontare non giustificano soluzioni di questo tipo, né i nostri iscritti le comprenderebbero. I nostri sforzi non siano allora concentrati sulla scelta di preservare equilibri e rapporti di forza interni, bensì, siano esclusivamente dedicati al futuro e alle prospettive della nostra comunità politica, soprattutto in vista dei prossimi, cruciali, appuntamenti elettorali”.

Firmato: Sandra Capuzzi, Barbara Cionini, Paolo Cipolli, Cristina Conti, Rosa Dello Sbarba, Barbara Guerrazzi, Corrado Guidi, Francesco Lupi, Andrea Marchetti, Fabiano Martinelli

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