La sinistra protesta davanti all’edicola rimossa. “La legalità non si smonta”

PISA – Molte entità della sinistra pisana si sono ritrovate venerdì 4 gennaio in Borgo Stretto a manifestare per l’edicola confiscata alla magia rimossa dal Comune coniando uno slogan “La legalità non si smonta”.

“Un bene confiscato alla mafia non è un oggetto qualsiasi – afferma Andrea Pieroni consigliere regionale Pd. L’edicola tornò alla legalità dopo un’operazione antimafia che interessò Pisa nel 2013 e nel 2014 fu inaugurata alla presenza di Don Ciotti”.

“Perché sì, la criminalità organizzata si infiltra anche qui. E allora ogni azione che si vuole compiere su un bene del genere dovrebbe passare prima da un confronto costruttivo. Non si può pensare che sia un manufatto come un altro da rimuovere in una notte”.

Avviso Pubblico. Il rappresentante dell’Assemblea Nazionale di Avviso Pubblico, Matteo Cecchelli, condanna il comune di Pisa

Il giorno di Capodanno il comune di Pisa rimuove l’edicola confiscata alla mafia sotto la loggia in Borgo Stretto. Un intervento fatto all’insaputa di tutta la comunità e di Libera che ha scatenato molte reazioni tra cui quella di Matteo Cecchelli, consigliere comunale di San Giuliano Terme e neo membro dell’assemblea nazionale di Avviso Pubblico. “I rappresentanti leghisti si nascondono dietro al dito del decoro e dell’abbandono, ma il fatto che questa fosse chiusa ed inutilizzata è un’aggravante per l’amministrazione pisana, vuol dire che non si è lavorato per restituire il bene alla comunità ma piuttosto alla sua demolizione. Un’abdicazione all’impegno pubblico contro le mafie che la giunta Conti ha risolto con l’eliminazione furtiva del simbolo e della testimonianza senza nessun progetto”. “C’è chi propone una “targhetta” nascosta in qualche angolo per ricordare l’edicola ma questo è il miglior modo per scordarla. Cosa sarebbe della lotta alla mafia se al posto di ogni bene confiscato si mettesse solo una “targhetta”? Il modello funziona solo con la restituzione di quei beni alla collettività, in molti posti d’Italia questi beni producono reddito e cultura restando a testimonianza dell’impegno dello stato e della collettività contro le organizzazioni mafiose.”
Nel febbraio 2012, in questa città, è stata scritta la “Carta di Pisa”, il codice etico per promuovere la cultura della legalità e della trasparenza negli enti locali predisposto da “Avviso Pubblico”. Oggi questa carta, integrata ed adeguata alle nuove normative antimafia, è divenuta la “Carta di Avviso Pubblico”. La Carta di Avviso Pubblico impegna gli amministratori “ad esercitare la funzione pubblica che gli è stata affidata con diligenza, lealtà, integrità, trasparenza, correttezza, obiettività e imparzialità, impegnandosi ad esercitare il suo mandato evitando situazioni e comportamenti che possano nuocere agli interessi o all’immagine dell’Amministrazione.” “Il comune di Pisa è tra gli enti locali che aderiscono ad Avviso Pubblico – conclude Cecchelli – sono quantomeno sconcertanti le modalità utilizzate dalla giunta pisana. Sicuramente non ha agito con trasparenza e correttezza, non si è confrontata con le associazioni e con il Consiglio Comunale. E’ necessario che si faccia un passo indietro su questa scelta, Pisa non merita un tale affronto”.

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