La sintesi esplicativa dei Daspo Urbani in città

PISA – Martedì pomeriggio si è svolto in comune la riunione sulla sicurezza. In particolare si è parlato del Daspo Urbano. Ecco la sintesi esplicativa.

La Legge 48/2017 (che ha convertito con modificazioni il c.d. Decreto Minniti, ovvero il D.L. 14/2017) ha introdotto nuovi strumenti volti a garantire il decoro e la sicurezza delle città.
Tra questi nuovi strumenti sono presenti misure volte all’allontanamento, al divieto di accesso e di stazionamento in determinate aree urbane di persone che pongono in essere determinate condotte (i cosiddetti “daspo urbani”). Si tratta in sostanza delle misure previste dagli artt. 9 e 10 e dall’art. 13.

L’adozione di queste misure è rimessa, in taluni casi, all’iniziativa autonoma delle Forze di Polizia e del Questore, in altri casi richiede interventi da parte dell’Amministrazione Comunale.
In questo documento facciamo una breve sintesi di tali misure ipotizzando anche i possibili interventi a carico del Comune.

PRIMO CASO: Ordine di allontanamento e divieto di accesso
L’art. 9 del Legge 48/2017 (che converte il Decreto Legge 14/2017) prevede “misure a tutela del decoro di particolari luoghi”.
Tra queste misure viene introdotto, oltre alle sanzioni pecuniarie previste, l’ordine di allontanamento dal “luogo” in cui vengono commesse determinate condotte illecite, ovvero:
• impedire l’accessibilità e la fruizione;
• trovarsi in stato di ubriachezza;
• compiere atti contrari alla pubblica decenza;
• esercitare il commercio abusivo;
• esercitare l’attività di parcheggiatore o guardiamacchine abusivo.

L’ordine di allontanamento è rivolto per scritto dagli agenti di polizia accertatori e riporta le motivazioni che lo hanno determinato; la durata è di 48 ore. Nei casi di reiterazione delle condotte di cui sopra il Questore può disporre, con provvedimento motivato, il divieto di accesso alle aree in questione (v. sotto) per un periodo non superiore a 6 mesi (individuando modalità applicative del divieto compatibili con le esigenze di mobilità, salute e lavoro del destinatario). Se si tratta di persone condannate, con sentenza definitiva o confermata in appello negli ultimi 5 anni per reati contro la persona o il patrimonio, il Questore può estendere la durata del divieto di accesso da 6 mesi a 2 anni.

Le aree interessate alla nuova disciplina
La disciplina sopra illustrata si applica immediatamente alle aree interne e relative pertinenze delle infrastrutture , fisse e mobili:
• ferroviarie
• aeroportuali
• marittime
• di trasporto pubblico locale, urbano ed extraurbano

La disciplina può essere estesa anche ad altri “particolari luoghi” individuati dai regolamenti di polizia urbana (quindi con delibera del Consiglio Comunale) tra le aree urbane su cui insistono:
• scuole, plessi scolastici, e siti universitari;
• musei
• aree e parchi archeologici
• complessi monumentali
• altri istituti e luoghi della cultura
• altri luoghi comunque interessati da consistenti flussi turistici
• aree adibite a verde pubblico.

La ratio del provvedimento legislativo sembra escludere la possibilità di individuare l’intero territorio comunale quale area per l’applicazione della nuova disciplina su allontanamento/divieto di accesso. La legge fa infatti riferimento a “particolari luoghi” di cui:
• alcuni predeterminati dalla legge (le infrastrutture di mobilità);
• altri da individuare all’interno dei suddetti criteri da parte del Consiglio Comunale evidentemente sulla base di esigenze specifiche.

SECONDO CASO: ulteriori casi di divieto di accesso e di stazionamento
Ai sensi dell’art. 13 della Legge 48/2017, il Questore può disporre, per ragioni di sicurezza, il divieto di accesso o di stazionamento nelle immediate vicinanze dei seguenti locali o esercizi:
• scuole, plessi scolastici, sedi universitarie
• locali pubblici o aperti al pubblico
• pubblici esercizi di cui all’art. 5 L. 287/1991 (sostanzialmente: esercizi di ristorazione e per la somministrazione di pasti e di bevande anche alcoliche)
nei confronti delle persone condannate con sentenza definitiva o confermata in grado di appello nel corso degli ultimi 3 anni per la vendita o la cessione di sostanze stupefacenti o psicotrope.
Il divieto di accesso e di stazionamento in questi casi non può essere inferiore ad 1 anno, né superiore a 5.
Al divieto di accesso/stazionamento possono essere aggiunte altre misure restrittive elencate dalla Legge 48/2017, ovvero:
a) obbligo di presentarsi almeno due volte a settimana presso il locale ufficio della Polizia di Stato o presso il comando dell’Arma dei carabinieri territorialmente competente; obbligo di rientrare nella propria abitazione, o in altro luogo di privata dimora, entro una determinata ora e di non uscirne prima di altra ora prefissata;
b) divieto di allontanarsi dal comune di residenza;
c) obbligo di comparire in un ufficio o comando di polizia specificamente indicato, negli orari di entrata ed uscita dagli istituti scolastici.

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