La Società della Salute conferma 18 milioni di investimento per il sociale

PISA – Organizzare i servizi specifici per le fasce sociali più deboli. È questo l’obiettivo della Società della Salute che pensa ad anziani, disabili, minori, immigrati, famiglie e in generale ai più deboli, che in questo momento di crisi hanno ancora di più bisogno di tutele e servizi.

Nel 2013 l’investimento sul sociale nei 9 comuni della Società della Salute dell’area pisana è stato pari a 18,3 milioni di euro. Nel 2014 la cifra è stata confermata: approvato il 20 dicembre dall’Assemblea dei Soci il bilancio preventivo. In totale i Comuni finanziano con 10,4 milioni di euro, cui si somma il fondo per la non autosufficienza (2,4 milioni), il fondo sociale regionale (850mila euro), le compartecipazioni (3,5 milioni dalle rette che si pagano in base al reddito), e il resto dai progetti e bandi intercettati grazie alla programmazione della Società della Salute. A questi fondi si sommano quelli della Usl 5 per la parte socio-sanitaria (circa 20 milioni di euro) che permettono di servire gli utenti in maniera integrata.

Sociale, i settori : Anziani 51%, Disabili 17,8%, Trasporto sociale 6,7%, Famiglie e minori 10,8%, Integrazione immigrati e rom 4,4%, Alta marginalità (senza fissa dimora, dipendenze, disagio psichico, lotta allo sfruttamento della prostituzione): 9,3%
I servizi principali e gli utenti (con gli ultimi dati disponibili, relativi a tutto il 2012).

Anziani: 769 nelle RSA (tra strutture a gestione diretta e convenzionata), 47 nei centri diurni, 198 all’Hospice, 464 hanno usufruito del servizio di Sorveglianza Attiva, per 703 l’assistenza domiciliare integrata (di cui 178 per le cure palliative), più 348 contributi per l’assistenza, più 233 buoni badanti. 340 anziani al Punto Anziani in città, più circa 1100 sono iscritti ai corsi di attività fisica adattata. In totale oltre 4500

Disabili: 179 trasporto sociale, 231 assistenza scolastica specialistica, 211 contributi (per aiuto alla persona, abbattimento barriere architettoniche, assistenza educativa), 230 nei centri diurni e negli istituti. Più altri progetti specifici per un totale di 1078.

Alta Marginalità: progetto di reinserimento socio-lavorativo per ex-detenuti (36 persone), aiuto in strada e lotta alla prostituzione, progetto Homeless con pernottamenti (24 posti letto più 4 di emergenza più 6 nei periodi di emergenza freddo e caldo) con colloqui agli sportelli (750), 17 persone nel progetto di agricoltura sociale, i servizi dell’unità di strada (7200 pasti e 180 sacchi a pelo distribuiti), contributi (620 sostegno economico, 101 buoni spesa, 191 contributi affitto, 92 bonus acqua, 295 bonus energia)

Famiglie, minori e progetti educativi: 58 minori ricoverati in strutture, 48 contributi per famiglie affidatarie, 54 contributi maternità, 111 sostegno educativo alle famiglie, 48 cure domiciliari, e poi progetti educativi vari per le donne (600) e i bambini (oltre 4000 partecipanti).

Integrazione, immigrazione e nomadi: 73 persone nel centro di accoglienza per immigrati, 31 rifugiati, 74 donne nella casa di aiuto Salima, 91 mediazioni, l’ambulatorio medico San Vincenzo (1900 accessi), 159 progetti di scolarizzazione, colloqui agli sportelli informativi e lavoro (oltre 3000) e poi spazio aggregativo, interventi di intermediazione abitativa e progetto di inclusione della comunità Rom.

Salute Mentale: 325 tra cui 88 ricoveri nelle strutture, 93 persone nei centri diurni, 139 contributi per integrazione al reddito e inserimenti socio-lavorativi

Dipendenze: servizi per 219 utenti (in strutture semiresidenziali, ricoveri, casa famiglia, contributi per l’integrazione al reddito)

I vantaggi della Società della Salute – La gestione associata dei 9 comuni (Pisa, Cascina, Calci, San Giuliano, Vecchiano, Vicopisano, Fauglia, Orciano e Lorenzana) insieme alla Usl 5 permette sia di essere attenti all’individuo a tutto tondo . Ad esempio l’anziano accede ai servizi tramite uno dei sei Punti insieme dove gli operatori elaborano programmi specifici che lo servono in tutti i suoi bisogni: dall’attività fisica adattata, ai controlli e ai prelievi nei distretti sanitari, fino all’assistenza domiciliare e al ricovero nelle residenze sanitarie assistite quando necessario.

«La gestione associata della Società della Salute, facendo economia di scala, permette dei risparmi considerevoli. Rispetto a quando il sociale era gestito dai singoli Comuni abbiamo, a seconda del servizio, o mantenuto lo stesso livello di attività con minore spesa, oppure aumentato il livello e gli utenti serviti a parità di spesa – spiega il direttore della Società della Salute Giuseppe Cecchi – inoltre la gestione integrata tra servizi sociali e sanitari permette alle persone di accedere ai servizi tramite una sola porta e di essere seguiti individualmente. Dai bisogni sociali più lievi fino alle necessità sanitarie non ospedaliere. Con una solidarietà d’area che permette ai residenti dei 9 Comuni di avere le stesse opportunità. Un altro valore aggiunto delle Società della Salute è il tavolo con il terzo settore per pensare e organizzare i servizi secondo le esigenze»

«Migliaia di servizi e utenti ogni anno. Questa è la Società della Salute pisana. Da qui bisogna partire per ragionare senza demagogia su come dare alle fasce sociali deboli i migliori servizi possibili. Una necessità ancora più stringente in questo momento di crisi – commenta Sandra Capuzzi, presidente della Società dalla Salute – in questa discussione sulle Società della Salute vanno misurati i modelli positivi come Pisa. Nonostante la crisi e i tagli governativi degli ultimi anni abbiamo sempre retto e mantenuto i servizi. E ne 2014 non ci fermeremo: stiamo mettendo tanti progetti in cantiere, relazionandoci con le realtà del territorio: associazioni, organizzazioni di volontariato, privato sociale e non solo. Portiamo avanti un patto di comunità tra pubblico e privato per sfidare e superare questo momento difficile per la società e l’economia italiana»

Matteo Ferrucci, assessore al sociale di Vicopisano: «Grazie alla Società della Salute i comuni medi e piccoli possono offrire ai cittadini servizi che difficilmente potrebbero organizzare da soli con questa quantità e qualità».

Fonte: Società della Salute

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