La società italiana dei Territorialisti e delle Territorialiste riconosce l’ex Colorificio Liberato come caso esemplare di autogoverno e partecipazione

PISA – “L’esperienza dell’ex-Colorificio, rispetto al livello di mobilitazione e di trasformazione culturale della società locale verso la “coscienza di luogo”, rappresenta un caso esemplare di autogoverno di un bene comune da parte di una comunità locale, che, riconosciutasi attorno a presupposti di inclusività, convivialità, solidarietà e sostenibilità,

ha ridato vita, attraverso costanti e creative azioni di cura, ad un luogo vuoto e abbandonato, relitto delle dinamiche economiche, dettate dal modello di sviluppo dominante, mettendolo a disposizione di una intera cittadinanza”.

E’ questo l’importante nuovo riconoscimento che arriva al Municipio dei Beni Comuni, questa volta dalla Società Italiana dei Territorialisti e Territorialiste, presieduta dall’urbanista Alberto Magnaghi e che vede partecipi all’interno del Comitato Scientifico personalità come Vandana Shiva, Luca Mercalli, Giancarlo Paba, l’assessore regionale Anna Marson.

La Società ha avviato ha attivato un Osservatorio dell’innovazione sociale, culturale, delle reti civiche e della cittadinanza attiva in relazione ai temi del “ritorno al territorio” e della conversione ecologica dei modelli socio territoriali”. E l’attenzione dell’osservatorio si è concentrata proprio sull’ex-Colorificio, oggetto di una scheda – di rilevazione di esperienze di sviluppo locale autosostenibile – redatta da Maddalena Rossi in cui si evidenziano”le capacità dell’ex colorificio dielaborare nuove forme di spazio pubblico, in quanto é un luogo aperto alla città e, come tale, da un lato assolve ad importanti funzioni di scambio, incontri e convivenza pacifica tra gruppi assai eteregonei di persone e, dall’altro, fornisce alla cittadinanza importanti servizi rivolti al suo benessere”.

“ L’esperienza – si legge ancora nel lavoro fatto – svolge, inoltre, in questa direzione, il ruolo di facilitatrice nell’apertura di nuovi percorsi e scenari strategici in termini di rilettura del ruolo dei beni comuni nello sviluppo urbano delle città e di esperienza pioneristica nel difficile percorso di ricerca di una ‘terza via’ tra privato e pubblico in termini di riconoscimento giuridico delle occupazioni di siti privati abbandonati, stante la loro tensione alla riqualificazione sociale del bene stesso

“Infine – conclude la ricerca – si sottolinea come tutti i soggetti partecipanti all’esperienza si fanno promotori di iniziative di conoscenza e valorizzazione del patrimonio locale, cercando di fornire, in questo senso, risposte attive in termini di nuovi rapporti di co-evoluzione tra la forma sociale e spaziale assunta dalla città contemporanea e la sua rivitalizzazione in base alle esigenze di una nuova società complessa ed eterogenee e questo favorisce ricostruzione dei rapporti cognitivi culturali e produttivi fra cittadinanza attiva e patrimonio territoriale”.

Fonte: Municipio Dei Beni Comuni Pisa

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