La via della Birra Toscana di Renato Nesi

PISA – Sembrava di trovarsi ad un certo punto in un pub a Dublino sotto fiumi di birra dagli alti aromi del posto e con i timpani ormai a fisarmonica sotto il ritmo instancabile di violini e vecchi canti folk della tradizione più celtica.

di Enrico Esposito

Chi ha ascoltato da fuori, soffermandosi per una manciata di secondi davanti all’entrata dell’ ex-cinema Lumiere ha potuto pensare anche questo, mentre risuonavano le corde de L’Avvelenati e il loro omaggio ai Modena City Ramblers e alla Bandabardò.

Non c’è bisogno di salire su da quelle parti Oltremanica, oppure attraversare le Alpi e andare in Germania poi anche per gustare della birra buona, sperimentale, fatta con passione. Lo sostiene Renato Nesi, cantante comunicatore che ieri è stato protagonista proprio con il complesso folk toscana de L’Avvelenati dell’evento “La Via della Birra Toscana 2014” , che ha visto al cinema Lumiere una serata all’insegna delle scoperte culinarie e non solo della terra toscana. “La Via della Birra Toscana” è il nome che il Nesi ha scelto per la guida che due anni fa ha realizzato per la casa editrice Mds (Manidistrega), un libro che egli ha costruito girando tutte le province da Carrara fino a Grosseto, da Pisa sino ad Arezzo alla ricerca di altre persone che come lui coltivassero liberamente l’amore per la produzione e il miglioramento di un prodotto in Italia ancora troppo considerato di nicchia come la birra. Il Nesi ha avuto l’opportunità di addentrarsi in luoghi diversissimi tra loro, come le fattorie disseminate nel verde delle campagne, ai paesini con un’unica piccola cantina di produzione familiare, ma di livello eccezionale. Fino ad arrivare anche alle birrerie cittadine e ai ristoranti, con il risultato di aver confezionato non solo un elenco di nomi e indirizzi, ma di aver dato inizio ad una scoperta di un mercato in crescita e da portare all’attenzione della gente, del folk per l’appunto.

Nell’aprile dell’anno appena iniziato arriverà la versione aggiornata di questo progetto, come ieri sera è stato ampiamente detto con la partecipazione dell’editrice Sara Ferraioli, e anche dimostrato grazie all’intervento e alla degustazione della birra artigianale autoprodotta dal circolo Arci la Staffetta (rappresentato da Giovanni Brondi e Matteo Iannone). Dai profumi dei taglieri e del luppolo si è poi passati ad ascoltare la performance l’Avvelenati, band formatasi appena due anni fa che oltre al già citato folk irlandese ha reso omaggio a Fabrizio De Andrè, Francesco Guccini, e quindi anche in questo caso a pupilli di casa nostra.

Nel segno che non bisogna poi andare a cercare tanto lontano, senza aver apprezzato appieno i luoghi e i tempi che ci hanno partoriti e a cui apparteniamo.

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(foto di Stefano Mori – tratto da facebook)

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