L’allarme di Coldiretti. Eliminazione voucher. Niente lavoro per almeno 600 pisani

PISA – Niente lavoro nei campi e niente lavoro stagionale per almeno 600 pisani. Con la sospensione immediata della vendita dei voucher l’annunciata fase transitoria si è tradotta in una farsa che fa perdere opportunità di lavoro a giovani studenti, pensionati e cassa integrati impiegati nelle attività stagionali in campagna dove con l’arrivo della primavera iniziano i lavori.

E per città come Pisa, polo universitario, per tanti studenti che avevano trovato nel “lavoretto in campagna” un importante sostegno, verrà meno. E’ quanto denuncia Coldiretti Pisa dopo la decisione del consiglio dei Ministri di cancellare i voucher anche in agricoltura dove erano stati per la prima volta introdotti nel 2008 nella vendemmia proprio per le peculiarità dell’offerta di lavoro. In agricoltura sono stati venduti nell’ultimo anno circa 2 milioni di voucher, più o meno gli stessi di 5 anni fa, per un totale di 350mila giornate di lavoro che – sottolinea Coldiretti – hanno aiutato ad avvicinare al mondo dell’agricoltura giovani studenti e a mantenere attivi molti anziani pensionati nelle campagne senza gli abusi che si sono verificati in altri settori. “Senza individuare prima una valida alternativa non è possibile cancellare uno strumento che – conclude la Coldiretti-  ha consentito nel tempo di coniugare gli interessi dell’impresa agricola per il basso livello di burocrazia con la domanda di lavoro di giovani studenti e pensionati in cerca di un reddito occasionale da percepire in forma corretta. “L’eliminazione dei voucher – analizza Fabrizio Filippi, Presidente Coldiretti Pisa – favorisce il sommerso e fa perdere opportunità di integrazione al reddito nel rispetto della legalità a pensionati e giovani studenti impiegati esclusivamente in attività stagionali, che ne possono essere gli unici beneficiari. Forza lavoro che viene impiegata, nelle nostre campagne, per la raccolta, in particolare per la raccolta delle olive e la vendemmia, due settori portanti della nostra economica agricola locale”.

Il valore nominale del voucher è fissato a 10 euro ma non è più vincolato alla prestazione bensì alle ore lavorative. I buoni lavoro, quindi, sono orari, numerati progressivamente e datati. Il limite di compensi percepibili dal lavoratore tramite voucher è fissato a 5000 euro annui, calcolati non più su singolo ma come somma di tutti gli eventuali committenti. Attraverso l’utilizzo dei voucher – spiega Coldiretti – è anche garantita la copertura assicurativa (INAIL) e quella previdenziale (INPS) nei limiti dei 5000 euro netti per prestatore e da considerare nel corso, inoltre, di un intero anno solare per committente. Il limite scende invece a 3000 euro laddove il prestatore usufruisca di misure di sostegno al reddito. “I buoni lavoro – spiega Aniello Ascolese, Direttore Coldiretti Pisa – sono stati introdotti inizialmente proprio in agricoltura per la vendemmia nel 2008 e da allora hanno consentito nel tempo di coniugare gli interessi dell’impresa agricola per il basso livello di burocrazia con quelli di pensionati, studenti e disoccupati. Era un giusto compromesso per garantire a studenti, pensionati e cassa integrati di avere un sostegno economico in cambio di prestazioni lavorative, e all’impresa di poter contare su forza lavoro nei momenti clou della stagione. Senza voucher centinaia di pisani resteranno senza un sostegno che per anni è stato importante”.

Nel frattempo, fa sapere Coldiretti, sarà possibile utilizzare i “buoni lavoro”, aboliti con Decreto Legge n. 25 del 17 marzo 2017, fino al 31 dicembre 2017. Dal 2018 l’addio anche alle campagne per molti giovani e pensionati.

Per informazioni vai su www.pisa.coldiretti.it e pagina twitter @coldirettitosca

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