L’Aoup risponde all’interrogazione parlamentare del M5S sulle emanzie scadute

PISA – Arriva la pronta risposta dell’Aoup sull’interrogazione parlamentare avanzata dal Movimento a 5 Stelle sulle emanzie scadute.

I numeri riportati oggi nella nota del consigliere regionale del Movimento 5Stelle Andrea Quartini in riferimento alle emazie scadute non corrispondono alle risultanze del Centro trasfusionale dell’Aoup ma soprattutto non tengono conto dell’organizzazione che c’è dietro la rete trasfusionale che copre tutto il territorio regionale. Essa prevede infatti che le sacche in scadenza negli ospedali più piccoli delle tre aree vaste vengano centralizzate in quelli con una produzione chirurgica più elevata come l’Aoup. Le sacche dell’area vasta nord-ovest quindi arrivano tutte all’ospedale di Pisa. La scadenza fisiologica poi, per alcuni gruppi sanguigni meno richiesti, arriva come è regolare che avvenga, ma non si tratta dei numeri riportati nella nota del consigliere regionale, probabilmente cumulativi e riferiti a diversi anni addietro, prima della costruzione della filiera regionale del sangue. Tanto per riportare alcune cifre: nel 2016, in tutta l’area vasta nord-ovest, sono scadute solo 220 sacche, un numero assolutamente in linea con la media nazionale. E anche negli anni precedenti, la media dello scaduto era sempre in linea con quella del consumo ospedaliero (e l’Aoup è un ospedale che consuma una media di 30mila unità di sangue l’anno, considerata anche l’attività trapiantologica). Inoltre, nel 2015, in tutta la Regione Toscana, si è registrato un calo delle unità eliminate per scadenza, di oltre il 60% rispetto all’anno precedente: ne sono state infatti eliminate mille.

Quanto infine alle emazie prese da altre Regioni, questa pratica rientra nel sistema di compensazione nazionale che prevede appunto che, fra le Regioni, ci sia un meccanismo per cui si acquista e si cede a seconda delle necessità.

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