L’atto conclusivo di Nano-Cathedral al Camposanto Monumentale di Pisa

PISA – Si è tenuto giovedì 17 maggio presso l’ex Sala Affreschi del Camposanto Monumentale di Pisa l’evento conclusivo di “Nano-Cathedral“, progetto di ricerca dei beni culturali, avviato a metà 2015 e finanziato dalla Commissione europea con quasi sette milioni di euro.

di Giovanni Manenti

L’iniziativa si è inserita nel calendario ufficiale di eventi relativi all’Anno Europeo dei Beni Culturali, patrocinato dal Ministero dei Beni e delle attività culturali ed organizzato con lo scopo di comunicare l’importanza dei fondi pubblici e privati, sia a sostegno del patrimonio culturale esistente che per lo sviluppo di nuove conoscenze.

L’evento, organizzato dall’Opera della Primaziale Pisana e da Warrant Group (Società del “Gruppo Tecnoinvestimenti), ha avuto come moderatrice la bella e brava giornalista e conduttrice televisiva Paola Saluzzi, la quale ha calibrato molto bene gli interventi.

“Quando si arriva alla fine di un progetto – afferma il Pro-Rettore Lisandro Benedetti Cecchi – da una parte c’è la soddisfazione di aver concluso un percorso per aver raggiunto gli obiettivi che si erano prefissi e dall’altra il desiderio di porsi nuovi progetti futuri attraverso orizzonti ancora da esplorare grazie al connubio tra scienza ed innovazione, al quale anche i nostri dipartimenti universitari hanno fornito il loro fattivo contributo.

“Siamo un’associazione nuova – esordisce il Prof. Fabio Beltram – e voglio parlare della prima parte del progetto Nano la cui importanza per chi si occupa di ambito medico riflette la conoscenza che abbiamo circa i materiali con cui siamo portati a convivere quotidianamente. Invito a riflettere sul fatto di come i vari materiali si comportino in maniera molto diversa tra loro con proprietà ovviamente diverse il che consente all’uomo, attraverso la Nanotechnology, di costruire prodotti nuovi rispetto all’iniziale struttura, il che sta attualmente generando un flusso di investimenti da vari miliardi di dollari, che in futuro può essere ulteriormente sfruttato attraverso lo sviluppo della ricerca ed una presa di coscienza da un punto di vista culturale.

“Cerchiamo attraverso l’ABI di portare avanti la cultura, principalmente attraverso le Fondazioni che in larga parte sono finanziate dalle Banche –  afferma Raimondo Lucariello dell’Ufficio Crediti ABI – ed in più come Istituti di credito abbiamo il compito di sostenere le iniziative in tal senso, ed in particolare i progetti che abbiano come base la riqualificazione e la valorizzazione del patrimonio artistico e promuovere altresì attività di sviluppo culturale, nonché eventi a tema per far sì che questa importante fonte che vede il nostro Paese ai vertici del pianeta anche dal punto di vista turistico non vada mai disperso”.

La giornata è proseguita entrando nello specifico delle tre tematiche principali che l’hanno contraddistinta, vale a dire l’Anno dei Beni Culturali, il progetto “Nano-Cathedral” ed il settore del restauro e della conservazione a livello europeo.

Sul primo punto, che vede il 2018 come l’Anno dedicato ai beni culturali, si sono alternati al microfono diverse autorità, provenienti dal mondo accademico e politico sia italiano che europeo, le quali hanno raccontato come stiano affrontando questa tematica e quali siano i loro progetti in un’ottica futura.

La successiva sessione ha viceversa dato modo alla Dott.ssa Isella Vicini (Direttrice della “European Funding Division” di Warrant Group) ed al Dr. Andrea Lazzari di INSTM – rispettivamente Project Manager e Project Coordinator di Nano-Cathedral, di instaurare una tavola rotonda con altri membri del Consorzio avente per tema come sviluppare soluzioni innovative basate sulle nanotecnologie per conservare e prevenire il degrado delle pietre utilizzate nei più importanti edifici storici presenti in Italia e tutta Europa, problematica che ha avuto una concreta attuazione attraverso la scelta di 6 siti appositamente selezionati, quali la Cattedrale di Pisa, unitamente a quelle di Colonia, Vienna, Gent e Vitoria-Gasteiz, nonché l’Opera House di Oslo, che hanno avuto il “privilegio” di testare i prodotti sviluppati con la nuova tecnologia.

Nella nostra Cattedrale sono state individuate sette aree di sperimentazione su marmo apuano e di San Giuliano, con applicazione dei materiali nanometrici su superfici delimitate al fine di verificarne la compatibilità e l’efficienza attraverso test di controllo dei parametri colorimetrici, di assorbimento acqua, resistenza meccanica ed indagini microscopiche, effettuati prima e dopo l’applicazione dei prodotti.

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