L’attore Paolo Hendel ambasciatore del Tartufo

S. MINIATO – Un nuovo personaggio noto, l’attore Paolo Hendel entra a far parte del ristretto circuito degli ambasciatori del tartufo di San Miniato.

A conferire il titolo onorifico è stato Delio Fiordispina, Presidente della Fondazione San Miniato Promozione che ha incontrato l’artista nei giorni scorsi a Castelnuovo del Garda.

Nell’occasione l’invito, accettato da Hendel, a intervenire in uno dei fine settimana della prossima Mostra Mercato Nazionale del Tartufo Bianco nel mese di novembre nei week-end 10-11, 17-18 e 24-25.
Hendel e San Miniato sono legati da tanti anni. L’attore infatti ha recitato nel film “La Notte di San Lorenzo” di Paolo e Vittorio Taviani interpretando il personaggio di Dilvo.

Come riporta il sito biografieonline.it Hendel è campione della più pungente satira della realtà sociale e politica del nostro paese, Paolo Hendel è nato il 2 Gennaio del 1952 a Firenze. Comincia assai tardi la carriera di cabarettista, facendosi conoscere soprattutto per le sue gag dalla fisicità animalesca, ad esempio comparendo sul palcoscenico per poi spaccarsi dei cocomeri in testa (la leggenda narra che abbia debuttato a fianco di David Riondino proprio con questo tipo di interventi…).
Nel 1987 conduce il Teletango all’interno della trasmissione “Va pensiero” per poi condure su Raitre, nel 1988, “I Martedì di Paolo Hendel”, un salto di qualità che gli offre grande visibilità. Apprezzato per il suo talento surreale e travolgente, comincia a farsi conoscere anche nel mondo del cinema, presto chiamato da alcuni fra gli autori più acuti e intelligenti. Fra questi vi sono I Giancattivi, che lo vogliono sul set del film “A Ovest di paperino“. In seguito, prende parte a pellicole importanti di autori di alto livello, dando modo al suo talento di esprimersi nella sua interezza. Nel 1982 è infatti sul set di “La notte di San Lorenzo” una delle pellicole più riuscite della premiata ditta dei fratelli Taviani. Il successo continua nel 1986 con “Speriamo che sia femmina” di Mario Monicelli. Nel 1988 è tra i protagonisti di “Paura e Amore di Margaret Von Trotta” e di “Domani accadrà” di Daniele Luchetti. Nel 1989 lavora a “Cavalli si nasce” di Sergio Staino e nel 1990 è tra i protagonisti di “La settimana della Sfinge” di Daniele Luchetti. Nonostante il grande pubblico abbia imparato a conoscere e ad apprezzare Hendel, oltre che nei suoi numerosi interventi televisivi, anche per le sue apparizioni in film di cassetta come “Il Ciclone” o “Fuochi d’artificio” del conterraneo Leonardo Pieraccioni (campioni d’incasso nella seconda metà degli anni ’90), il comico non ha mai trascurato le esperienze sulle tavole del palcoscenico, che alterna con sorprendente regolarità agli impegni sul piccolo e grande schermo. Nei suoi monologhi teatrali affronta veramente di tutto. Dall’immancabile appuntamento col sesso a Umberto Bossi passando per il Mullah Omar, da Vanna Marchi e il suo inconfondibile stile all’altrettanto immancabile Silvio Berlusconi e la sua inimitabile giacca doppio-petto; ancora, da Bruno Vespa a Nosferatu, da Buttiglione all’orso Yoghi, dalla manipolazione genetica a Piero Fassino e altro ancora, fra cui i temi più scottanti o impellenti dell’attualità (la pubblicità , la salute, il privato e così via). Nel 1990 passa a TMC dove conduce il programma “Banane”. Dal 1996 al 1998 è ospite fisso della trasmissione “Mai dire gol”, l’immarcescibile creatura televisiva della Gialappa’s Band (che l’hanno voluto anche per il loro primo film, “Tutti gli uomini del deficiente“, per la regia di Paolo Costella). Nel 1998/99 ha partecipato al programma “Comici” su Italia 1 , mentre nel 2000 ha fatto parte del cast della trasmissione “Rido” in onda su Raidue. Ha fatto breccia rinnovando il suo già notevole successo presso il pubblico incarnando Carcarlo Pravettoni, parodia del più classico cinico e spietato uomo d’affari, un irresistibile personaggio nato appunto nella trasmissione televisiva “Mai dire gol”.

 

 

By