L’attuale Legge Fallimentare va in pensione. Incontro pubblico alla Camera di Commercio

PISA – Cambio di rotta nell’ordinamento italiano, con il Decreto Legislativo n. 14 del 12 gennaio 2019 è stato introdotto il nuovo Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza che manda in pensione l’attuale legge Fallimentare, in linea con quanto già attuato da altri ordinamenti europei, tra i quali Germania, Francia e Spagna.

Radicale il cambio di prospettiva: prevenire” la crisi e fornire alle imprese gli strumenti per superarla, così da assicurare continuità aziendale. Tra gli scopi della riforma c’è infatti quello di evitare che il ritardo nel percepire i segnali di crisi porti ad uno stato irreversibile, con l’attivazione di procedure concorsuali e ripercussioni negative per l’impresa e per i creditori stessi. Essenziale quindi la diagnosi precoce dello stato di difficoltà dell’impresa per giungere alla composizione assistita della crisi, salvaguardando la prosecuzione dell’attività aziendale. 

Quali novità nell’immediato?

Il Decreto Legislativo sarà operativo da agosto 2020, tuttavia alcune modifiche al codice civile sono già entrate in vigore. 

Fondamentale il ruolo consapevole dell’imprenditore per riconoscere le avvisaglie che anticipano la crisi, segnalare tempestivamente le criticità e assumere idonee iniziative. Le imprese dovranno pertanto avvalersi di sistemi informativi e di adeguate piattaforme per poter avere un controllo di gestione dei flussi di cassa, un budget e un piano d’impresa che permettano di rilevare eventuali segnali di crisi e impostare una strategia per riportare in equilibrio economico, patrimoniale e/o finanziario l’azienda, anche con un apposito piano di risanamento. Inoltre le società dovranno dotarsi di un organismo di controllo interno.

In questo percorso l’imprenditore in crisi sarà sostenuto dall’OCRI (Organismo di Composizione della Crisi d’Impresa) istituito presso le Camere di Commercio proprio con il compito di ricevere le segnalazioni, gestire le procedure di allerta e assistere l’imprenditore nel procedimento di allerta.

Quali saranno gli indicatori della crisi, come si muoveranno le Camere di Commercio e quale sarà l’atteggiamento delle banche?

Per rispondere a queste domande e presentare la riforma si terrà il prossimo 16 luglio alle ore 16.00 presso la Camera di Commercio di Pisa un incontro pubblico, organizzato in collaborazione con l’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Pisa, le associazioni provinciali di categoria CNA, Confapi, Confcommercio, Confesercenti Toscana Nord e Unione Industriale Pisana.

L’evento, introdotto da Valter Tamburini, Presidente Camera di Commercio e da Maurizio Masini, Presidente Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Pisa, sarà suddiviso in due parti. Nella prima, Lucia Calvosa, Professore Ordinario Dipartimento di Economia e Management Università di Pisa, approfondirà i contenuti del Codice della Crisi e dell’Insolvenza, con particolare riferimento ai cambiamenti che dovranno affrontare nel concreto le imprese. A seguire Sandro Pettinato, Vice Segretario Generale Unioncamere, farà un excursus sulle procedure di prevenzione della crisi gestite presso le Camere di Commercio, mentre Andrea Foschi, Delegato Consiglio Nazionale Dottori Commercialisti, concluderà analizzando gli indici, ovvero gli strumenti di allerta che il Consiglio Nazionale è chiamato dal legislatore ad elaborare e che consentiranno di rilevare precocemente i segnali di crisi.

Nella seconda parte, la tavola rotonda sul tema “Prevenzione della crisi e sistema bancario” avrà come protagonisti alcuni rappresentanti del settore bancario: Banca Popolare di Lajatico, Cassa di Risparmio di Volterra, Intesa Sanpaolo e UniCredit. Ad animare la discussione, il giornalista pisano Francesco Ippolito.

Il commento del Presidente della Camera di Commercio di Pisa, Valter Tamburini. In vista delle importanti novità normative, la Camera di Commercio ha voluto organizzare un incontro pubblico per presentare questa riforma. Voglio in primo luogo ringraziare le associazioni di categoria – afferma Tamburini –  che con il loro prezioso contributo stanno operando per mettere a conoscenza dell’iniziativa il maggior numero di imprenditori. Volendo riassumere in una battuta la riforma, mi viene da dire che prevenire è meglio che curare e la prevenzione deve partire dall’azione autonoma e consapevole dell’imprenditore che ha a disposizione una serie di strumenti per rendersi conto e far emergere tempestivamente lo stato di crisi e poter impostare da subito una strategia per riportare in equilibrio la propria azienda.“

Loading Facebook Comments ...
By