Lavoratori nel turismo. La denuncia del Sindacato di Base

PISA – Il blog delegati lavoratori dipendenti ha raccolto nei giorni scorsi le testimonianze di due lavoratori stagionali nel settore turistico. La riportiamo integralmente.

Per tutela della privacy i due intervistati hanno mantenuto l’anonimato e noi abbiamo usato l’iniziale casuale del nome.

Siete lavoratori del turismo estivo?

“A fa il bagnino, D il tutto fare in un bagno della riviera toscana, diciamo da Pisa a Livorno. L’orario di lavoro va da 10 a 12 ore al giorno in media, ci sono giorni in cui si arriva anche a 14. Paga oraria? 4,5\5 euro, al nero. Ci sono amici che hanno invece un contratto per poche ore al giorno , la metà e forse meno di quelle effettive, altri sono a partita Iva come collaboratori, pochi quelli regolarmente assicurati e retribuiti. Di noi stagionali si sono interessati anche i giornali, assai meno i sindacati. Rispetto al passato i lavoratori al nero sono diminuiti ma crescono i contratti non corrispondenti all’effettivo lavoro svolto. In una giornata ci viene pagato un pasto ( un primo o un secondo, talvolta panino e birra) , una bottiglia d’acqua da due litri, una pausa di 40 minuti che si consuma a dormire, stremati, sotto l’ombrellone”.

Lavorate da Maggio a Settembre?

“Da metà Giugno perchè a Maggio ha fatto cattivo tempo, Settembre vedremo , potrebbe essere l’intero mese oppure solo una parte, dipendiamo dall’afflusso dei clienti. A spera di no, avrebbe già alcune vendemmie, D invece se lo augura. Una parte dei soldi serve a sostenere le famiglie, molti dei nostri colleghi invece lavorano per pagarsi i vizi o gli studi, sperano che la loro condizione di sfruttamento duri tre mesi all’anno per vivere con dignità i restanti mesi. Ma ormai non è piú cosi'”

Quanto guadagnate?

“Piu’ o meno 1000 euro, dalla paga va tolta la spesa relativa all’alloggio, siamo troppo stanchi e senza macchina, dovremmo ogni giorno sobbarcarci oltre un’ora di viaggio in andata e una al ritorno. Lavoriamo anche con la febbre, D per due giorni è rimasto fermo (con 10 euro di paga al nero) per uno strappo, i nostri datori di lavoro non sono disumani, sono solo nella norma. Domandiamoci cosa sia invece la norma: lavoro nero, sfruttamento, utilizzo di tanti giovani, migranti e non, paghe basse e spesso irregolari, lavorare senza rivendicare diritti, anche quelli minimi. O accettiamo queste condizioni oppure ci sono altri lavoratori disposti a sostituirci, potremmo anche andare all’ufficio del lavoro, fare causa e avere dei soldi ma non lavoreremmo piú sulla costa. I datori di lavoro ci hanno promesso una paga doppia per Ferragosto, ogni settimana possono arrivare 20 euro extra, siamo riusciti a strappare qualche cena gratuita ma si parla di elemosina rispetto alle ore lavorate e alle retribuzioni non percepite. Abbiamo appreso che il sindacato è andato in spiaggia a nostra tutela, noi non l’abbiamo mai visto quando sarebbe servito un intervento presso la direzione provinciale del lavoro o la asl, una presenza presso le associazioni di commercianti erano assenti”.

Le proposte del Sindacato di Base. Le attività lavorative estive sono una giungla, il Comune potrebbe imporre una sorta di carta dei diritti da far sottoscrivere a tutte le associazioni di categoria, ove si preveda un contratto regolare, il rispetto delle normative in materia di orari e sicurezza, la fornitura dei dispostivi di protezione individuale, la pubblicazione on line (senza dati sensibili) di tutti i lavoratori impiegati con relativi contratti applicati. Sarebbe già qualcosa, ma forse è un sogno ad occhi aperti uno sportello del sindacalismo di base itinerante nel periodo estivo preceduto da manifestazioni davanti alle associazioni di categoria, assunzione di ispettori al Ministero del Lavoro.

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