Lavoratori Tim, sit-in e protesta sotto la Torre

PISA – Presidio di protesta dei lavoratori e delle lavoratrici del Gruppo Telecom ItaliaTIM sotto la Torre di Pisa a seguito della disdetta del 2° livello di contratto e l’assenza di un piano industriale.

imageI lavoratori sono scesi in Piazza perché non sono più disponibili a vedere “morire lentamente” la propria azienda. Cosa sta succedendo. Il caso TIM è emblematico di un sistema di capitalismo finanziario che ormai appare in corto circuito. Tim comunica ai mercati i dati positivi dei propri andamenti finanziari, ed infatti elargisce bonus per i dirigenti da Superenalotto l’esempio il caso di Cattaneo che si auto premierà con ben 55 milioni  di euro a fine mandato e nel frattempo si disdetta in modo unilaterale da parte dell’azienda il contratto di 2° livello, ciò significa tagliare i nostri salari, i nostri permessi retribuiti, la nostra professionalità, togliere ai giovani giorni di ferie, cancellare gli aumenti di anzianità, demansionare fino a 2 livelli di inquadramento e molto altro.

imageLe scelte messe in campo da questo management stanno “umiliano” la professionalità di tutto il personale TIM e annullano anni di contrattazione. Occorre riaprire la trattativa per affrontare i veri problemi nel Gruppo Telecom Italia – TIM e del settore delle TLC (Telecomunicazioni). I lavoratori sono costretti a lavorare in condizione pessime, a pressioni continue e disorganizzazioni dell’attività lavorativa, che ricadono poi sulla clientela e sull’immagine della dell’azienda.

imageNon è chiaro cosa si voglia fare di un azienda che era il fiore all’occhiello delle telecomunicazioni nazionali, certe sono le delocalizzazioni all’esterno, appalti e subappalti incontrollabili. In base alle scelte e le decisioni che saranno prese da TIM e AGCOM (Authority delle Telecomunicazioni) il quadro si complica, dagli annunci strategici di mesi fa dove Tim annunciava 4000 assunzioni nel 2017 si passa a possibili 5000 esuberi con pesanti ricadute in TOSCANA non solo per TIM ma per tutto il settore delle telecomunicazioni. La dichiarazione del Governo di appaltare la posa della fibra ottica a ENEL, privando quindi Telecom della possibilità di fare il lavoro per cui è nata, ovvero delle infrastrutture di telecomunicazioni aggiunge sgomento nei lavoratori .

Continueranno le iniziative di protesta e sensibilizzazione dell’opinione pubblica in tutte le città italiane in attesa dello sciopero Nazionale proclamato per il 13 Dicembre 2016. Il Gruppo TELECOM ITALIA – TIM non deve continuare ad essere un Bancomat per i Finanziari ma un Asset di sviluppo strategico ed innovativo per il Paese.

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