L’avversario di turno: il Vicenza di Pierpaolo Bisoli

Iin  PISA – L’ultimo precedente all’Arena Garibaldi tra Pisa e Vicenza, che si sono quasi sempre B affrontate nel Campionato Cadetto, risale al 23 settembre 2008, quando i nerazzurri allenati da Mister Ventura furono sconfitti per 2-0, mentre se si risale al “Periodo d’Oro” della Gestione Anconetani, fu una rete di Muzzi a decidere, il 10 aprile ’94, il confronto a favore del Pisa, pur se a fine Torneo i nerazzurri dovettero bere l’amaro calice della retrocessione dopo lo spareggio di Salerno contro l’Acireale e conseguente sparizione dall’elite del Calcio Nazionale.

di Giovanni Manenti

Molto migliori, viceversa, i precedenti relativi agli anni ’80, quando nelle tre circostanze in cui le due compagini si sono affrontate in riva all’Arno, il Pisa si è imposto per 4-0 nel 1979.80 e per 2-0 nel 1986.87 (in entrambi i casi riscattando sconfitte subite all’andata in Veneto …), ed impattando per 2-2 il match del 22 marzo ’81, anche se stavolta all’andata la vittoria era arrisa ai nerazzurri per 2-1 al “Romeo Menti”.

Il ricordato incontro della Stagione 1979.80 sanciva, da un punto di vista della Storia delle due Società, una sorta di “passaggio di consegne” poiché i berici erano reduci dalla retrocessione in B dopo aver l’anno prima sfiorato addirittura lo Scudetto sotto la Guida di G.B. Fabbri, a conclusione di oltre vent’anni di grande calcio da parte del “glorioso” Lanerossi Vicenza, capace di restare nella nostra Massima Divisione ininterrottamente dal 1955 al ’75 con il “fiore all’occhiello” di due sesti posti nel ’64 e nel ’66 quando alla guida dell’attacco biancorosso vi era “O’ Lione” Luis Vinicio. Conclusi i tempi d’oro, il Vicenza rivede la Serie A nella seconda metà degli anni ’90 sotto la Guida Tecnica di Francesco Guidolin, arrivando a conquistare la Coppa Italia nel ’97 sconfiggendo il Napoli in Finale, per poi raggiungere, l’anno seguente, la Semifinale di Coppa delle Coppe, eliminato dal Chelsea di Vialli e Zola dopo aver “accarezzato” il sogno di raggiungere l’atto conclusivo.

Gli anni 2000 vedono il Vicenza “galleggiare” nell’anonimato del Torneo Cadetto, risultando una delle Società più “beneficiate” in sede di ripescaggio, evento verificatosi sia al termine della Stagione 2004.05 quando, dopo aver perso il Playout con la Triestina, mantiene la Categoria a seguito delle condanne di Genoa, Perugia e Salernitana, che, successivamente, nel 2012, quando la sconfitta nel Playout con l’Empoli venne “ammortizzata” dalla retrocessione a tavolino del Lecce. Si arriva così alla “beffa” dell’agosto 2014, quando il Vicenza viene preferito proprio al Pisa per sostituire il Siena tra i Cadetti, dopo che entrambe le Squadre erano state eliminate nei “Playoff Promozione” di Lega Pro, circostanza che consente ai veneti addirittura di lottare l’anno seguente per la A, giungendo terzi al termine della “Stagione Regolare” per poi vedersi superare dal Pescara nella Semifinale Playoff.

L’ultimo Vicenza però, non gode di ottima salute dal punto di vista societario, con il pacchetto di maggioranza del Club passato ripetutamente di mano sino alla recente acquisizione da parte di una cordata di imprenditori locali, dei quali Alfredo Pastorelli è stato nominato alla Presidenza e, dopo aver salvato i biancorossi dal Fallimento, chi ne ha risentito sono state le operazioni di mercato, svolte prevalentemente “in uscita” con numerose risoluzioni contrattuali di giocatori con ingaggi onerosi, quali i difensori Sampirisi, Brighenti e Manfredini, il centrocampista Laverone e gli attaccanti Pozzi e Maritato, cui hanno fatto seguito i mancati rinnovi del portiere Pelizzoli e dell’attaccante Ebagua, giunti a fine contratto. L’indebolimento della “rosa” è costato il posto al Tecnico Lerda – subentrato a Marino alla 33.ma giornata dello scorso Campionato con la squadra al penultimo posto in Graduatoria e poi condotta ad una tranquilla salvezza – dopo le prime sette giornate, in cui il Vicenza aveva collezionato una sola vittoria (3-2 a Salerno al quarto turno), due pareggi e ben quattro sconfitte, venendo rilevato da Pierpaolo Bisoli, il quale ha esordito domenica scorsa sulla panchina biancorossa con un pareggio interno a reti bianche contro il Cesena.

Una Formazione, quella vicentina, che – al pari del Pisa, occorre riconoscerlo – trova estrema difficoltà nell’andare a segno, visto che, exploit di Salerno a parte, nelle altre sette giornate gli attaccanti biancorossi hanno realizzato la miseria di una sola rete, peraltro del tutto ininfluente nel rovescio per 1-4 di Chiavari contro l’Entella che è costato la panchina a Lerda. Sotto questo profilo, pesa molto la prolungata assenza per infortunio di Giacomelli, uno dei punti di forza della giovane rosa a disposizione del nuovo Tecnico, circostanza che non favorisce certo le possibilità di andare a rete del montenegrino Raicevic, per 11 volte a segno nella scorsa Stagione e tuttora a secco nell’attuale Campionato.

Un impegno quindi da non sottovalutare per il Pisa, oltretutto reduce dal primo “stop” casalingo di domenica scorsa contro la Spal e chiamato a riscattarsi con l’indubbio vantaggio di poter quantomeno contare sull’appoggio di buona parte del proprio pubblico, dato che l’Arena sabato sarà aperta per una capienza limitata a 5.500 posti. Sempre meglio che niente …

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