Le parole di Nura Musse Ali che giustifica i talebani. Lega: “Vergogna!” Il PD si dissocia

PISA – “Dichiararsi a favore del regime talebano e dei suoi metodi che violano ogni diritto umano, definendola ‘una tappa obbligata verso la maturazione’ sarebbe inaccettabile da parte di chiunque. Se a dirlo è una componente della Commissione Pari Opportunità in Regione Toscana, rilasciando una lunga ed articolata intervista sul Tirreno, è inammissibile e paradossale”.

Lo dichiarano i senatori toscani della Lega Manuel Vescovi e Rosellina Sbrana.

Dove sono le sempre indignate femministe del Pd, mentre l’avvocato Nura Musse Ali, giustifica la sharia e il burqa come mezzi di civilizzazione?”.

Ma arriva la risposta del PD che si dissocia subito dalle parole dii Nura Musse Ali per bocca di Simona Bonafè, segretaria del Pd toscano. “Il Partito Democratico si dissocia totalmente dalle parole pronunciate nell’intervista al Tirreno da Nura Musse Ali. I talebani sono stati e restano liberticidi e nemici dei diritti, persecutori delle donne. Sostenere che un regime è una tappa obbligata verso la maturazione sociale è inaccettabile“.

La Conferenza delle donne democratiche della Toscana prende nettamente le distanze da quanto dichiarato al quotidiano Il Tirreno da Nura Musse Ali: “I talebani sono nemici della libertà e dei diritti, professano la dottrina del regime e hanno come principale bersaglio le donne: l’annientamento dell’emancipazione femminile è il loro trofeo. Chi sostiene che solo attraverso il regime si possa giungere a una società giusta, sbaglia di grosso. A Nura Musse Ali, data la gravità delle affermazioni apparse questa mattina sulla stampa e considerando il ruolo di garanzia nei confronti delle donne che ricopre nella Commissione pari opportunità della Regione Toscana, chiediamo immediatamente un passo indietro dalla sua carica di commissaria. La libertà non si mai ottiene passando attraverso la sua negazione. Come Conferenza, insieme al Partito Democratico, sosteniamo le ONG impegnate a sostenere e aiutare le cittadine e i cittadini afgani. Per noi, c’è solo una parte in cui stare: quelli dei diritti di tutte e tutti“.  



By