Le scuole paritarie protestano: “Dimenticati dal Governo. Vorremmo valere più di un monopattino”

PISA – Molte scuole paritarie in questo periodo di pandemia stanno soffrendo per i mancati introiti delle rette e sono tanti gli appelli dei lavoratori e delle lavoratrici per ottenere aiuti economici dal Governo. A Pisa come nel resto d’Italia sono state indette due giornate di protesta, oggi, martedì 19 e mercoledì 20 maggio per chiedere alle forze politiche maggiori risorse e la detraibilità delle rette da parte delle famiglie per una scelta più libera sull’istruzione dei propri figli.

di Antonio Tognoli

La manifestazione pacifica a Pisa si è svolta davanti alle scuole Beltrami in Via Conte Fazio, di Porta a Mare gestito dalla Congregazione delle Suore Immacolatine, dove alcune lavoratrici in segno di protesta hanno appeso dei cartelloni chiedendo aiuto al Governo e più attenzione nei loro riguardi.

Queste le parole della direttrice Suor Giuseppina Ciocca che ha recapitato anche una lettera al presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte e al Ministro dell’Istruzione: “Dopo 122 anni di lavoro educativo  accanto a migliaia e migliaia di bambini e ragazzi,portato avanti con impegno, passione e dedizione dalle religiose e da tutto il personale laico,che hanno speso la loro vita per la scuola, anche noi, Suore Immacolatine, rischiamo di non farcela. Arriviamo ad oggi e ci sentiamo INVISIBILI,INESISTENTI, LASCIATI SOLI E ALLA DERIVA, con il rischio, se non saranno previsti aiuti e linee guida più sensate, di chiudere le nostre scuole (7 in tutta Italia di cui 2 a Pisa). E’ impossibile e irragionevole pensare che una scuola come la nostra che vive delle rette versate dai genitori, possa riaprire osservando il  limite di 1 educatrice a 5 bambini per la scuola materna e 1 a 7 per i bambini delle scuole elementari, mantenendo oltretutto sempre gli stessi gruppi e senza quindi avere la possibilità di turnare le educatrici su altri gruppi. Questo significa accogliere circa un terzo del numero dei bambini che frequenterebbero abitualmente la nostra scuola, ed è impensabile..Va da se che, se non arrivano degli aiuti concreti la riapertura è pressoché impossibile.
Chiediamo quindi di non lasciarci morire, ma non per compassione, ma per senso di giustizia e di democrazia, come deve essere in un paese come il nostro, dove vige la libertà di scelta educativa e dove il sistema formativo non deve creare scuole di serie A e di serie B, mettendo al primo posto il sistema formativo e il futuro dei nostri bambini e ragazzi.  Noi non molliamo, e se non saremo ascoltate ci muoveremo con dimostrazioni ancora più forti e insieme, sono sicura che ci rialzeremo.

Le scuole paritarie svolgono un ruolo fondamentale per le famiglie italiane con molti servizi che spesso si integrano con la scuola statale. Basti pensare agli orari prolungati per supportare i genitori per l’orario di lavoro, che non possono contare sempre sui nonni e gli zii. Inoltre fungono spesso da doposcuola, prescuola, con offerte formative che vanno dal nido alle superiori.

#Noi siamo invisibili, “Aiutateci a non gravare sulle famiglie”, “Vorremmo valere più di un monopattino” e ancora “Libertà di scelta educativa”. Un grido di allarme insomma, che per il momento sembra sia rimasto inascoltato da parte del Governo Conte e delle istituzioni in generale, in una situazione già di per sé non proprio rosea.

Attualmente il nostro bacino di utenza è di 900.000 mila studenti e 150.000 lavoratori ed in questo momento di emergenza il governo ci sta aiutando veramente poco“, dicono le lavoratrici che hanno aderito alla protesta pacifica davanti alle scuole Beltrami di Via Conte Fazio a Pisa.

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