“Legalitàmipiace” alla stazione di Pisa. Imprenditori a sostegno della legalità. Toscana insicura per il 60% degli imprenditori

PISA – Un Presidio della Legalità alla stazione di Pisa, alla presenza delle massime autorità civili e militari. E’ questa l’iniziativa organizzata nella mattina di martedì 21 novembre da Confcommercio Provincia di Pisa per denunciare, nella giornata nazionale “Legalitàmipiace”, promossa da Confcommercio Imprese per l’Italia, l’illegalità che distrugge l’economia e il lavoro di tanti imprenditori e promuovere una più diffusa cultura della legalità.

Il presidio in Galleria Gramsci. Il presidio è stato allestito all’interno della Galleria Gramsci, con l’esposizione di oggetti e prodotti contraffatti esito delle operazioni di sequestro effettuate da Guardia di Finanza e Polizia Municipale in territorio pisano.

“Il rispetto delle legalità è per noi così forte che ne abbiamo fatto una festa nazionale che si celebra in tutte le province italiane” – ha esordito la presidente di Confcommercio Provincia di Pisa Federica Grassini: “Il volume d’affari della contraffazione ammonta a 7 miliardi di euro in Italia, con un bilancio negativo di 270.000 posti di lavoro persi. La strada da fare è ancora lunga per sensibilizzare i consumatori finali ad acquisti responsabili, mentre sul fronte della sicurezza degli imprenditori c’è ancora ancora molto molto da fare. Il 60% degli imprenditori toscani pensa che la sicurezza sia peggiorata nell’ultimo anno, con un incremento di furti, abusivisimo, contraffazione, rapine e usura”.

“La riconquista della normalità in aree critiche della nostra città è un obiettivo necessario, affinchè in quest’area si veda il cambiamento che incoraggi cambiamenti anche in altre zone della città” – questo il commento del sindaco di Pisa Marco Filippeschi che ha ribadito come “sia uno scandalo che Pisa abbia una disponibilità di forze dell’ordine calibrate su una città che ormai non esiste più da molti anni. La battaglia che stiamo facendo per avare una revisione degli organici è una battaglia che va portata fino in fondo, anche a costo di prendere iniziative clamorose e scendere in strada”.

Considera la battaglia verso la contraffazione una priorità il vicecomandante della Polizia Municipale Tiziana Lenzi: “Siamo per strada giorno e notte per combattere un fenomeno che è diventato una piaga sociale e non soltanto un danno alle attività commerciali”.

Un ringraziamento a sindaco e forze dell’ordine e un invito a continuare la collaborazione è giunto dal direttore di Confcommercio Pisa Federico Pieragnoli.

Toscana insicura per il 60% degli imprenditori. Da alcuni anni Confcommercio-Imprese per l’Italia realizza, con il supporto di GfK Italia, un’indagine sulla criminalità che colpisce le imprese del commercio, del turismo, dei servizi e dei trasporti. Secondo l’indagine, in Toscana la percezione del peggioramento del livello di sicurezza risulta significativamente superiore alla media nazionale. Il 60% degli imprenditori toscani pensa che la sicurezza sia peggiorata, contro il 30% della media nazionale. Solo 6 imprenditori su 100 ritengono che la sicurezza sia migliorata. Tra i reati sono peggiorati i furti per il 75%, l’abusivismo (72%), la contraffazione (54%), le rapine (53%), l’usura (27%), le estorsioni (26%). Risulta significativamente più alta rispetto alla media nazionale l’incidenza di chi ha subito taccheggi negli ultimi 12 mesi (57%), in particolare di chi li ha subiti in maniera ricorrente (39%). Tra coloro che hanno ricevuto minacce, la quota di chi ha reagito alla richiesta estorsiva rifiutandola è molto superiore alla media nazionale. L’82% ha rifiutato, e solo il 18% ha accettato. Certezza della pena e maggiore protezione da parte delle forze dell’ordine sono ai primi posti tra le iniziative ritenute più efficaci per la sicurezza della propria attività. Sensibilmente più alta rispetto alla media nazionale la quota di chi indica la collaborazione con le forze dell’ordine: il 50% degli intervistati chiede maggior protezione sul territorio da parte delle forze dell’ordine, mentre il 32% propone maggior collaborazione con le stesse. Il 91% degli imprenditori toscani, come a livello nazionale, ritiene poco o per niente efficaci le leggi che contrastano i fenomeni criminali e il 94% chiede un inasprimento delle pene.

Un esempio eclatante di illegalità: La piaga della Contraffazione

La contraffazione e l’abusivismo determinano il venir meno di una della garanzie sulla qualità dei prodotti o dei servizi a vantaggio dei consumatori. I prodotti contraffatti sono solitamente fabbricati nel più completo disprezzo delle norme sulla sicurezza né può esserci garanzia della professionalità di un operatore abusivo, pertanto sarà di solito impossibile per il consumatore accedere ai servizi postvendita o di garanzia, o fare ricorso ai rimedi legali in caso di danni subiti. Un danno e/o un pericolo per il consumatore finale, poiché le merci contraffatte o l’esercizio abusivo di una professione possono mettere in serio e reale pericolo la salute del consumatore o minacciare la sua sicurezza, specie in alcuni settori come quello cosmetico e farmaceutico, automobilistico, dei giocattoli e l’alimentare.

I prodotti di abbigliamento, gli accessori moda, le scarpe, la pelletteria, gli articoli sportivi sono quelli maggiormente interessati dalla contraffazione. Il fatturato del falso del solo comparto moda in Italia è pari a 2,5 miliardi di euro, con una percentuale del 35,9% sull’intero fatturato del falso. Questi pochi numeri fanno ben comprendere le ricadute del fenomeno contraffazione sul dettaglio tradizionale che non sta certo attraversando un periodo positivo. In numerosi capi di abbigliamento contraffatti compresi quelli per bambini si possono trovare facilmente tracce di sostanze, come certi coloranti e pitture, nocive alla salute. Per i più piccoli nello specifico occorre fare molta attenzione agli agenti plastificanti utilizzati nelle stampe delle tshirt, tutine e pigiamini. Nel settore dell’ottica, la contraffazione è responsabile ogni anno della perdita di 75-100 milioni di euro e 500 dipendenti in meno.

I giocattoli, se non conformi alle norme di sicurezza, possono però rappresentare un serio pericolo per i nostri bambini. Quelli falsi possono essere prodotti con materiali pericolosi, come le vernici contenenti sostanze chimiche velenose. Possono anche essere realizzati con piccole parti staccabili, che sono vietate ai sensi della normativa europea sulla sicurezza dei giocattoli, perché causano rischi di soffocamento per i bambini.

Tra i prodotti che vengono maggiormente contraffatti troviamo inoltre: farmaci e apparecchiature medicali, profumi, cosmetici e detersivi, elettrodomestici, carburanti, orologi e gioielli, ricambi auto, pirateria on line e off line.

I consumatori. Raramente gli italiani si fanno domande sulla sicurezza dei vestiti o delle scarpe taroccate. Le statistiche ci dicono che più di due consumatori su tre pensano che acquistare prodotti illegali sia normale o utile per chi è in difficoltà, e quasi un 30% degli stessi ha acquistato almeno una volta prodotti illegali o ha utilizzato servizi offerti da soggetti non autorizzati.

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