Legambiente: un errore scegliere San Rossore per la Route 2014 dell’Agesci

PISA – “Consideriamo un errore la scelta di portare 32.000 giovani dell’Agesci, che dal 7 al 10 agosto parteciperanno alla Route nazionale 2014, in un luogo delicato come il Parco Regionale di Migliarino San Rossore Massaciuccoli.

Nonostante abbiamo la massima fiducia nella capacità dell’Agesci di impiantare un villaggio sostenibile e di limitarne l’impatto, rimangono alcune perplessità circa la sottovalutazione delle conseguenze che questa scelta può comportare per la tutela della natura e rappresenta un altro caso in cui la Regione Toscana, che con particolare determinazione ha perseguito questa scelta, sottovaluta il ruolo delle aree protette nella conservazione della natura a favore di una visione che favorisce l’utilizzo di questi contesti come location e vetrina per eventi di pubbliche relazioni. Chiediamo perciò all’Ente parco di adoperarsi per mitigare gli effetti negativi sulla natura e la biodiversità e accetti la sfida di svolgere un evento di massa dedicato ai giovani e renderli protagonisti di un Parco che può diventare un luogo migliore di come lo hanno trovato”.

E’ questo il commento di Vittorio Cogliati Dezza, Presidente nazionale di Legambiente e di Fausto Ferruzza (Presidente di Legambiente Toscana), sull’evento che dal 7 al 10 agosto prossimi vedrà il Parco di San Rossore al centro di una grande iniziativa dell’Agesci che porterà 32.000 scout a partecipare al grande incontro che si svolge ogni 30 anni, la Route nazionale, e dove sarà allestito un campo fisso (una città delle tende) su un’area di oltre 70 ettari, che ha già suscitato tanta preoccupazione per l’impatto che questa pressione può provocare su un’area sensibile dal punto di vista ambientale e naturalistico. Dalla quantità di acqua necessaria alle modalità di smaltimento delle stesse, per evitare di disperdersi in un’area umida di grande pregio, fino all’utilizzo dei mezzi di cantiere e di servizio che dovranno circolare per le strade del Parco e fra gli attendamenti, per trasportare i pasti, svuotare giornalmente i 1.400 bagni chimici, rifornire i depositi di acqua e, come ci auguriamo, portare via le acque reflue.

“La preparazione dell’evento – continua Legambiente – è stata fin qui gestita senza rispettare né la razionalità, che doveva suggerire una valutazione preventiva dell’impatto per poi decidere l’eventuale localizzazione dell’evento a San Rossore, né la condivisione di una decisione che non ha adeguatamente ricompreso il parere informato della Comunità del Parco, del Consiglio Direttivo, del Comitato Scientifico e del Comitato di Presidenza. Crediamo infatti che il coinvolgimento di tali organi, che meglio conoscono la Tenuta, avrebbe potuto portare ad una gestione meno problematica dell’evento e forse suggerirne una migliore localizzazione. Stiamo parlando della presenza di 32.000 persone per diversi giorni, e di un cantiere di allestimento esteso per 70 ettari, che aprirà fra poco per essere smantellato a settembre, che rischia di creare un forte impatto sulla protezione della natura, specialmente in un contesto delicato e particolare come è la Tenuta di San Rossore, in cui la presenza umana è solitamente assai limitata.”

Legambiente ritiene in ogni caso necessario ripristinare un corretto iter della decisione, convocando immediatamente tutti gli organi del Parco tenuti a valutare e ad esprimersi nel merito di un evento che, visti i tempi ristretti, si svolgerà a San Rossore ma che dovrà necessariamente tener conto di molti accorgimenti, finora sottovalutati.

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