Legge di stabilità 2017, dubbi intorno al ruolo dei giochi. Nella conferenza stampa tenuta dal premier Renzi e dal ministro dell’economia non vengono menzionate misure sull’azzardo. Si attende la risposta da Bruxelles

PISA – Recuperare denaro per far fronte agli impegni con l’Unione Europea, anche a costo di chiudere un occhio nella lotta al gioco d’azzardo. Sembra questo il piano dell’Italia nei confronti dell’organizzazione continentale, in attesa del documento ufficiale in arrivo da Bruxelles per capire se l’operato del nostro Paese piace alla comunità.

La manovra proposta dal premier Renzi e dal ministro Piercarlo Padoan prevede il posizionamento dell’asticella del deficit al 2,3% nel 2017, un decimo di punto percentuale in meno rispetto a quanto chiesto dall’UE. Inoltre l’Italia ha voluto ribadire che le spese per fronteggiare l’emergenza dei migranti sono considerate esterne al patto di stabilità europeo, e quindi non vanno conteggiate al suo interno. Ma ciò che comporta maggiori dubbi all’interno del piano stabilità 2017 è la posizione dei giochi d’azzardo.

La manovra ha infatti l’obiettivo di raccogliere circa 13,5 miliardi di euro lavorando su cartelle esattoriali, spending review e concessioni di vario genere. Tra cui anche il gambling, ovviamente. La proposta approvata settimana scorsa dal Consiglio dei Ministri prevede 27 miliardi, di cui la metà devono arrivare da questi settori: l’altra è collegata alla chiusura di Equitalia e un importante pacchetto previdenza. Il governo aveva proclamato provvedimenti pesanti nei confronti del gioco d’azzardo per contrastare il fenomeno della ludopatia, in costante aumento nella penisola. Si calcola che almeno 17 milioni di italiani abbiano provato a effettuare una scommessa almeno una volta nella vita. Una percentuale altissima, che corrisponde a quasi un terzo del totale.

Un mercato in grado di muovere 88 miliardi di euro all’anno non vuole essere toccato, anche perché garantisce alle casse erariali una decina di miliardi. Che possono aumentare, se si dovesse decidere di dare maggior credito a un settore in forte crescita come l’online. L’idea di combattere le sale da gioco (mai portata avanti in modo concreto) rischia di avere come unico risultato l’aumento della clientela di internet, di fatto spostando il problema nel regno del digitale. Con conseguenze anche dal punto di vista economico del piano di previsione del recupero denaro. Se nel progetto iniziale della Legge di Stabilità si pensava di recuperare 800 milioni di euro da rinnovi di concessioni e tasse di vario genere, il punto non è stato toccato nell’esposizione della stabilità. Difficile che si tratti di una semplice dimenticanza, data la delicatezza dell’argomento e il suo impatto sulla sensibilità comune. Inoltre è stato osservato che il rinnovo delle concessioni in procinto di essere registrate a bilancio per il 2017 corrisponde alle gare già conteggiate per il 2016.

Il governo spera anche di recuperare 160 milioni di euro da un vecchio contenzioso, la cui risoluzione è tutt’altro che scontata. Tutti punti che lasciano aperto il quesito riguardante la validità della proposta italiana, e anche per questo si teme una risposta negativa da Bruxelles. Nei prossimi giorni arriveranno sviluppi sulla vicenda, con maggiori indicazioni riguardo il futuro dei giochi nel nostro Paese. Magari accompagnate da un po’ di chiarezza sulle decisioni del governo.

By