L’empatia non riguarda solo gli essere umani. Lo studio di Elisabetta Palagi e Ivan Norscia

PISA – Quando consoliamo un amico dopo un evento traumatico, lo facciamo per confortarlo e alleviare una sofferenza. Questo comportamento si basa sul fatto che siamo animali empatici, cioè riusciamo a percepire il dolore dell’altro e tentiamo di porvi rimedio.

Da anni i primatologi cercano di capire se questo fenomeno sia tipicamente umano o presente anche in altre specie di scimmie.

Il nuovo studio di Elisabetta Palagi e Ivan Norscia del Museo di Storia Naturale dell’Università di Pisa pubblicato a novembre sulla rivista internazionale PLOS ONE indica chiaramente che il fenomeno della consolazione è presente nel bonobo, la scimmia antropomorfa considerata più vicina all’uomo sia dal punto di vista genetico che comportamentale. I bonobo vittima di un’aggressione da parte di un membro del gruppo possono ricevere un contatto affiliativo, amichevole, da parte di un terzo soggetto non coinvolto nel conflitto.

La parte del lavoro che apre nuove strade per future ricerche è l’indicazione che consolazione ed empatia viaggiano sullo stesso binario. Infatti, lo studio ha evidenziato che i contatti consolatori spontanei più probabili avvengono tra parenti. A stretto giro di posta troviamo gli amici. In ultima posizione i conoscenti, che si confortano più raramente, un andamento a “scala” della consolazione riflette il gradiente empatico già descritto per l’uomo.

Fonte: Università di Pisa

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