Lettera aperta dei Cobas alle istituzioni locali sulla situazione della Misericordia di Pisa

PISA – Continua la crisi dei lavoratori della Misericordia, ormai senza stipendio da ormai due mesi. Riceviamo e pubblichiamo una lettera aperta della Confederazione Cobas Pisa alle istituzioni locali sulla situazione attuale appunto della Misericordia.

La vicenda Misericordia è a un punto morto, caratterizzata da polemiche e scontri che non risparmiano i poteri economici e politici cittadini. Proviamo allora a capirci qualcosa senza perdere di vista il solo obiettivo da perseguire, ossia la difesa dei posti di lavoro e dei servizi.

Misericordia Pisa ha accumulato un debito di quasi 12 milioni di euro ma non abbiamo alcun documento che attesti le singole voci. A nostro avviso, le pendenze sono con le Banche e anche con Inps e Inail, all’Inps chiediamo lumi sul versamento dei contributi previdenziali, senza poi dimenticare, a mo’ di esempio, quei lavoratori della cooperativa Fratellanza, oggi dipendenti di Misericordia, che da un anno attendono il pagamento delle spettanze su cui nel frattempo stanno pagando le tasse.

La storiella del volontariato poi è un autentico specchietto per le allodole perchè il numero dei volontari, a causa della crisi, diminuisce in tutte le associazioni e , ironia della sorte, il servizio in maggiore perdita, il 118 e le ambulanze, viene salvaguardato mentre altri servizi più redditizi sono erroneamente smantellati.

La Misericordia vuole vendere l’immobile del Cep ad un prezzo difficilmente compatibile con le odierne valutazioni del mercato immobiliare, il contenzioso con i Salesiani sul terreno dove sorge la sede doveva essere risolto già da tempo, con l’ intervento dell’Arcivescovo che di fatto non è mai avvenuto.

Attorno a Misericordia si stanno agitando attenzioni e interessi economici ma le posizioni non sono assolutamente chiare, nel frattempo il personale, da due mesi, è senza stipendio e con la fine dei contratti di solidarietà sono stati annunciati quasi 40 esuberi.

Abbiamo chiesto a Provincia e Comune di mettere tutti i soggetti attorno ad un tavolo istituzionale perchè ciascuno concretizzi la propria offerta. A distanza di dieci giorni non abbiamo ricevuto risposta e il senso di responsabilità da molti invocato dovrebbe indurre le istituzioni (a partire dal Prefetto) ma anche gli stessi Sindacati, a trovare soluzioni che salvaguardino posti di lavoro e servizi. Non abbiamo molto tempo a disposizione, per questo ci appelliamo a Prefetto, Sindaco e e Presidente della Provincia perchè convochino a inizio settimana tutti i soggetti ad un tavolo per individuare soluzioni concrete a difesa dei posti di lavoro.

I vertici di Misericordia devono poi spiegare alla cittadinanza per quale ragione a proposte che salvaguarderebbero l’occupazione e i servizi non sia stata fornita risposta alcuna.

Se il nostro appello non dovesse essere accolto, riterremo le istituzioni locali co- responsabili della distruzione di posti di lavoro e servizi vanificando gli sforzi che tutti, ripetiamo tutti, hanno sostenuto negli ultimi mesi.

SOTTO UNO DEI TANTI STRISCIONI DI PROTESTA DEI LAVORATORI DELLA MISERICORDIA (FOTO PISANEWS.NET)

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