Lettera del Sindaco Buselli in difesa dell’ospedale di Volterra

Volterra – Il sindaco di Volterra Marco Buselli scrive in una lettera inviata al governatore della Toscana Enrico Rossi e all’assessore alla sanità Stefania Saccardi, in seguito alla manifestazione in Piazza dei Priori a difesa dell’ospedale.

Come si legge: «Siamo in attesa dell’apertura immediata di un confronto sulla base anche di quanto annunciato dall’assessore il 7 giugno a Volterra, che possa portare ad un testo condiviso del Protocollo d’Intesa, ma anche a deroghe stringenti rispetto alla legge Balduzzi. E’ stata una mobilitazione incredibile che la nostra città ed il territorio, in modo unitario, sono stati in grado di mettere in campo. A gennaio il piano prevedeva la chiusura di chirurgia e ortopedia il fine settimana o di notte, come fu confermato anche su stampa, con la perdita delle urgenze. Quindici giorni fa, alla radio, fu detto dall’assessore che sul tema il dibattito era ancora aperto. Adesso questo piano è completamente tramontato, ma ancora tutto ciò deve esser messo nero su bianco. La mobilitazione ha fatto capire a tutti che su questi temi non scherziamo. Peraltro contestualmente arrivano dati eccellenti proprio dalla chirurgia volterrana. Nella presentazione di appena un mese fa a Firenze dei dati del Piano Nazionale esiti, sviluppato da Agenas per conto del Ministero della Salute, è emerso che l’Ospedale Santa Maria Maddalena di Volterra è al secondo posto fra tutti i presidi ospedalieri toscani per l’indicatore che descrive il buon decorso operatorio dopo l’intervento chirurgico di colecistectomia la paroscopica e con esso la qualità della procedura praticata, nonchè l’assistenza post – operatoria. Di fatto un altro sonoro schiaffo al teorema “grande è bello”. Tornando ai temi della mobilitazione, finalmente sono state accettate anche le richieste sulla copertura territoriale dell’emergenza, potenziando il Pronto Soccorso di notte con l’automedica (richiesta che facevamo da anni), e la postazione a Saline di Volterra concedendo lo stand by. Resta invece da sciogliere definitivamente il nodo “cardiologi” di notte, che invece scomparirebbero con l’attivazione della guardia attiva anestesiologica, oltre alla complessa questione dell’assistenza pediatrica in Ospedale e sul territorio. Personalmente vedo anche il rischio, quando si parla di “ristrutturazione dell’area medica con trasformazione di dieci posti letto di cure intermedie”, che si determini in concreto la perdita di dieci posti letto in Medicina rispetto alla dotazione attuale».

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