Lettera di ringraziamento della Caritas ai parroci della Diocesi dopo l’attacco dell’On. Ziello

PISA – Una lettera inviata ai parroci della Diocesi per “ringraziare ciascuno di voi e le vostre comunità per tutto quello che fate nei confronti dei poveri, senza alcuna distinzione, ma solo perché portatori di un bisogno” poiché “per ciascuno di noi e per le nostre comunità nessuna persona è “sbagliata”, ma tutte sono oggetto del nostro ascolto e accoglienza a partire dagli “ultimi della fila” e da coloro che il mondo considera “pietre di scarto”: come ha scritto Papa Benedetto XVI, infatti, siamo convinti che “l’opzione preferenziale per i poveri è implicita nella fede cristologica in quel Dio che si è fatto povero per noi, per arricchirci con la sua povertà”.

E’ partita stamani dalla Curia Arcivescovile, firmata da don Emanuele Morelli, direttore della Caritas diocesana, l’organismo della Chiesa pisana cui è affidata la pastorale della Carità, dopo essere stata condivisa e approvata dall’Arcivescovo Giovanni Paolo Benotto.

Una lettera che arriva dopo le accuse dell’onorevole Edoardo Ziello, riprese da alcuni organi d’informazione, che il 14 agosto scorso in un post su facebook, criticava “alcuni preti pisani che elargiscono offerte ai Rom”. “Noi cerchiamo di stare accanto a chi fa più fatica, senza alcun tipo di distinzione che non sia quella di oggettivo disagio e dunque con la lettera abbiamo sentito l’esigenza, non tanto di rispondere al deputato Ziello, dal quale non siamo mai stati interpellati, quanto di assicurare vicinanza e sostegno a tutti i sacerdoti e, tramite loro, alla comunità cristiana” spiega il direttore della Caritas diocesana don Emanuele Morelli. Per il quale “il nostro impegno quotidiano, come Chiesa pisana, è sintetizzato nei numeri e nelle analisi che poniamo ogni anno all’attenzione della comunità cristiana e della società civile attraverso il nostro Rapporto diocesano sulle povertà: nel 2017 nei Centri d’Ascolto abbiamo incontrato 1.565 persone in difficoltà e una cinquantina di essi vivono in campi, baracche o roulotte – spiega il sacerdote -: lo sottolineiamo solo per amor di verità, dato che se coloro che si trovano in questa situazione fossero stati di più li avremmo ugualmente accolti mettendo a disposizione i nostri operatori, volontari e servizi per costruire percorsi, sempre difficili e nient’affatto scontati, di uscita dalla povertà”.

I servizi, appunto. La Cittadella della Solidarietà del Cep consente di fare la spesa gratuitamente a 477 famiglie in difficoltà per un totale di 1.681 persone, le mense nel 2017 hanno offerto 30.028 pasti e 4.524 cestini a chi fatica a mettere insieme il pranzo con la cena, i pacchi spesa sono stati 2.219 mentre 184 persone hanno avuto la possibilità di farsi una doccia per un totale di 2.294 servizi e 152 hanno avuto accesso agli interventi di microcredito, piccoli prestiti per rimettersi in piedi e ripartire. “Eccezion fatta per quest’ultimo servizio, per il quale abbiamo ricevuto un finanziamento dalla Regione Toscana, tutti gli altri sono a totale carico della comunità ecclesiale: per scelta non beneficiamo di alcuna altra risorsa pubblica perché vogliamo che l’impegno accanto ai poveri sia la testimonianza di una Chiesa che si mette accanto e cammina insieme a chi fa più fatica, senza distinzione alcuna, offrendo al territorio locale un contributo in termini di servizi sociali stimabile in circa un milione di euro l’anno. Lo facciamo non per essere ringraziati, ricevere riconoscimenti o consenso, ma per fedeltà al Vangelo. E così continueremo a fare, insieme ai sacerdoti, alla comunità cristiana e a chiunque si riconosce nei percorsi che, con fatica, cerchiamo di costruire”.

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