L’ex nerazzurro Massimo Susic in esclusiva a Pisanews.net: “Pisa merita palcoscenici di altre categorie”

PISA – Altre stagioni, altro calcio, altre emozioni. Erano gli anni della serie A e della serie B, del calcio all’italiana, ma soprattutto quello del Pisa Sportng Club di Romeo Anconetani, che faceva innamorare i tifosi, ma anche i giocatori. E’ il caso di Massimo Susic che all’ombra della Torre ha militato per due stagioni. L’ultima culminata con la retrocessione sul campo ad Acireale e il successivo fallimento della società.

L’ex giocatore nerazzurro Massimo Susic

Massimo, di cosa ti occupi attualmente?

“Attualmente lavoro,da circa 9 anni in una multinazionale del Caffe’,la Segafredo e mi diverto ad allenare. Sono partito dai settori giovanili a Trieste e Treviso, poi ho allenato in eccellenza, mentre attualmente sto allenando in promozione, la squadra del Noale Calcio, paese in Provincia di Venezia, dove tra l’altro c’è la fabbrica dell’Aprilia. Nella squadra dove alleno ci gioca anche Matteo Ton, che ha giocato nel Pisa fino allo scorso anno. Inoltre ho frequentato il corso di Coverciano dove ho preso il patentino di seconda, per poter allenare nei professionisti”.

Sei stato due anni nel Pisa di Romeo Anconetani. Che ricordi hai di quel periodo?

“Sono stati due anni stupendi, il primo anno arrivai a Pisa dall’Udinese, ed avevo il crociato rotto, ma Anconetani mi prese ed aveva fiducia in me. Mi ricordo di giocatori come Taccola, Bosco Antonioli, Muzzi, Fasce, Rocco e c’era Montefusco come allenatore ed arrivammo sesti in classifica. Il secondo, col Presidente che aveva cambiato ben 2 allenatori, ci fu il triste epilogo dello spareggio di Salerno con l’Acireale”. Quando il Pisa fallì tutti i giocatori nerazzurri si accasarono a parametro zero, in altre societa’. Ad esempio il compianto Rotella all’Atalanta, Rocco al Perugia, Fasce al Bologna. Solo tu fosti acquistato dal Parma…

“Si, per me dopo ando’ bene, perche’ fui l’unico messo sul mercato e Romeo mi mando un telegramma nel quale mi comunicava l’accordo con il Parma”.

Hai altri ricordi personali riguardo al tuo periodo pisano?

“Ci tengo a ricordare i proprietari del Bar Enrico sull’Aurelia, dove andavo a far colazione, perche’ abitavo li’ vicino ed i suoi due figli con cui mi vedevo spesso. Li saluto tuttora”.

Con quali compagni di quel tempo sei rimasto in contatto?

“Sinceramente non ho più sentito nessuno, vivo a Treviso, vado poco su Facebook e non sono riuscito a mettermi in contatto con nessuno”.

Che differenza trovi fra il calcio attuale e quello degli anni novanta?

“Dal mio punto di vista in quello attuale c’è poco spazio per i giovani. Sto parlando in generale e non della Lega Pro nello specifico, ma sono pochi i giocatori che vanno dalla Primavera alla prima squadra e poi forse comprare giocatori stranieri conviene di più; Adesso ci sono sicuramente più interessi e molti più procuratori, rispetto ad allora”.

Del Pisa attuale cosa sai?

“Disputera’ l’andata dei playoff all’Arena. L’ho seguito su Sportitalia in qualche partita in notturna e quando poi fini’ in testa alla classifica. Ho saputo del cambio di allenatore da Pane a Pagliari e ho visto le belle immagini di un allenamento del Pisa in Piazza Vittorio Emanuele con i tifosi a far da cornice ad incitare i giocatori. Seguo sempre le squadre dove ho giocato. Pisa mi e’ rimasta nel cuore, con il suo pubblico e pensa che a casa mia, nella bacheca dei miei trofei sportivi, ho la mascotte del Pisa “Sventola” con la quali fui premiato come uno dei migliori giocatori nerazzurri di quel tempo al Teatro Verdi”.

Quindi, per concludere, cosa vuoi dire ai tifosi pisani?

“Che a Pisa ho fatto due anni stupendi. E’ vero che il secondo anno si retrocesse, ma avevamo una buona squadra. Mi ricordo i tanti tifosi pisani che ci seguirono a Salerno nell’infausto spareggio perso con l’Acireale. Li saluto tantissimo e raccomando loro di andare numerosissimi allo stadio il 26 maggio in questo spareggio col Perugia, perché Pisa merita di raggiungere categorie superiori come ai bei tempi. Ho negli occhi la partita con l’Andria, con un grande pubblico e con i tifosi che numerosi avevano invaso il piazzale dello stadio per venire intorno al nostro pullman ad incitarci. Il Presidente Anconetani, con l’Andria, non volle far aprire i cancelli, come invece fu fatto ad Acireale dove misteriosamente sparirono le bandierine del corner. Purtroppo con l’Andria non si vinse, la partita fini 0-0. Ho tanti ricordi come il derby con la Fiorentina. Insomma ricordo positivo di ambiente, squadra e tifosi e poi chissa’ che un giorno non capiti che venga ad allenare il Pisa?”

Noi ti ringraziamo per averci concesso questa intervista…

“Un grazie a voi e un abbraccio”

LA SCHEDA. Massimo Susic, difensore centrale, nato a Mossa, in provincia di Gorizia, l’11 marzo 1967, alto cm.1,87 per 81 Kg. Susic ha un ricco curriculum calcistico che inizia con l’Udinese, dove ha militato per 3 anni in serie A dal 1984 al 1987 con 26 presenze. Dal Friuli alla Sicilia dove indossa la maglia dell Messina in B con 24 presenze ed 1 gol. Nel 1988-89 passa al Parma in B e da li, nell’ottobre 1988 fu girato in B all’Udinese dove disputa 14 partite. A giugno dello stesso anno torna a Parma in B dove gioca 37 gare, ma dal 1990 a 1992 ritorna in Friuli all’Udinese dove colleziona 33 presenze ed 1 gol. Romeo lo porta a Pisa, anche in condizioni fisiche non ottimali perché crede in lui nel campionato 1992/93 in B dove disputa 35 partite. Susic viene confermato anche l’anno successivo dove gioca 34 gare e segna due reti. Dal 1994 al 1996 approdo’ nel Parma in A con 9 presenze. Nel 1996/97 va alla Cremonese in B e colleziona 32 presenze e 2 reti. Dal 1997 al 2000 milita nel Treviso in B con 65 presenze e 2 reti, ma dall’ottobre 1999 al 2001 c’è la parentesi lombarda a Monza in B con 19 presenze, per finire poi la carriera con la maglia della Triestina in C/2 con 14 presenze.

By