Libri. “Il Disobbediente” di Andrea Franzoso sbarca a Pisa

PISALunedì 20 novembre 2017, alle ore 17 presso l’aula magna del dipartimento di Scienze Politiche,in via Serafini 3
Andrea Franzoso presenterà il suo libro (“Il Disobbediente”, Paper First – Prefazione di Gian Antonio Stella e Postfazione di Raffaele Cantone), dialogando con il professor Alberto Vannucci e la professoressa Elisa Giuliani.

L’incontro è aperto al pubblico sino ad esaurimento dei posti.

LA VICENDA. La vicenda di Andrea Franzoso, che nel 2015 denunciò le spese folli del presidente di Ferrovie Nord subendone pesanti conseguenze (fino alla perdita del lavoro) ha avuto un’eco nazionale ed è stata raccontata da tutti i giornali nazionali e da molte trasmissioni televisive (Report, Otto e mezzo, Le Iene, L’Arena, Nemo, Le parole della settimana di Massimo Gramellini, L’Aria che tira, Unomattina, etc.).

Oggi Andrea Franzoso è il portabandiera della legge sul whistleblowing in Italia, recentemente approvata dal nostro parlamento.

IL LIBRO. Che cosa succede se un dipendente decide di non volgere lo sguardo altrove quando si accorge che il capo della sua azienda ruba? Se di fronte al dilemma: salvare la propria carriera o la propria coscienza, opta per quest’ultima?

Whistleblowing significa letteralmente “soffiare nel fischietto”: come un arbitro che fischia per fermare il gioco sporco, il whistleblower è colui che denuncia corruzione e malaffare.

La nuova legge approvata il 15 novembre scorso introduce tutele per i dipendenti pubblici e privati che segnalano fatti illeciti di cui siano venuti a conoscenza all’interno del loro luogo di lavoro.

Andrea Franzoso è un whistleblower. Nel febbraio 2015, all’epoca funzionario dell’internal audit di Ferrovie Nord Milano, scopre che il suo presidente utilizzava denaro pubblico per i propri interessi. Fra le spese folli c’era veramente di tutto: abiti firmati, viaggi, poker online, film porno, argenteria, prodotti di elettronica, toelettatura del cane, profumeria, articoli per la casa, 124mila euro di telefonate fatte dai suoi familiari coi cellulari aziendali, oltre 180 mila euro di multe accumulate da suo figlio con l’auto aziendale, etc. Ma c’erano anche tre quadri per l’ex presidente della Regione Lombardia, una stampa antica per il comandante dei carabinieri e così via. Franzoso segnala il tutto internamente, ma gli dicono: «Lascia stare». Decide di andare alle forze dell’ordine e presenta un esposto. Parte allora un’inchiesta della procura di Milano per peculato e truffa aggravata: il presidente è costretto a dimettersi ed è rinviato a giudizio. Andrea Franzoso, invece, subisce ritorsioni e un trasferimento in un altro ufficio, senza più alcun compito di controllo. Attorno a lui si fa il vuoto: i colleghi gli voltano le spalle e lo evitano. Infine, perde il lavoro. Il 24 ottobre 2017, l’ex presidente di Ferrovie Nord è stato condannato a 2 anni e 8 mesi di carcere.

Ne “Il Disobbediente” Andrea Franzoso racconta questa vicenda, con una riflessione sul senso della sua scelta e sulle questioni che ne discendono: vale la pena essere onesti?

Anche grazie alla sua testimonianza e al suo impegno, dal 15 novembre scorso i dipendenti pubblici e privati che denunciano fatti illeciti saranno tutelati dalla legge che li proteggerà da ritorsioni e discriminazioni, impedendo il loro demansionamento, trasferimento, licenziamento. La legge è stata approvata a larghissima maggioranza e salutata dal presidente dell’Anac Raffaele Cantone come “una vera norma di civiltà”.

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