Liliana Dell’Osso presenta il suo ultimo lavoro “L’abisso negli occhi. Lo Sguardo femminile nel mito e nell’arte”

PISA – E’ citando una frase di Friedrich Nietzsche “Quando guardi nell’abisso, l’abisso guarda dentro di te …”, che la giornalista Carmen Lasorella e popolare volto Tv ha introdotto questa mattina, nella “Sala delle Baleari” di Palazzo Gambacorti, la presentazione dell’ultima fatica della Professoressa Liliana Dell’Osso, Ordinario e Direttrice della Clinica Psichiatrica dell’Università di Pisa, scritta unitamente ad una sua allieva, Barbara Carpita, dal titolo “L’abisso negli occhi – Lo Sguardo femminile nel mito e nell’arte“.

di Giovanni Manenti

imageCosa si pone il libro in questione è la necessità di rivisitare, attraverso i loro sguardi, personaggi famosi della mitologia per giungere sino ai nostri giorni, accettando il concetto che alcune cose possono essere ben diverse da come ci erano state dipinte, soprattutto se si tiene conto del ruolo e della condizione in cui ha vissuto la donna nel corso dei secoli.

“Da quando l’Università di Pisa ha aperto ad una “terza via” oltre a quelle canoniche della didattica e della ricerca”, ha tenuto a sottolineare il Pro-Rettore Dr.ssa Nicoletta De Francesco, “la nostra scelta si è indirizzata nella diffusione della cultura, in modo da coinvolgere il più possibile il territorio, ed in questa ottica il libro che oggi andiamo a presentare centra appieno tale impostazione, coniugando la parte scientifica di analisi psichiatrica antropologica con una forma di scrittura lineare, accessibile a tutti e che ne rende facile e gradevole la relativa lettura. Dall’osservazione degli sguardi di questi personaggi a tutti noti – rivisitata sulla base delle più moderne basi teoriche e scientifiche – traspare la tipica ambiguità dell’universo femminile, fatto da una parte di attrazione e dall’altro di finzione, senza dimenticare il collegamento che sussiste tra l’intensità di uno sguardo e l’intelligenza e la creatività di una persona”.

Tocca quindi all’Assessore alle Politiche Socioculturali ed educative del Comune di Pisa, Maria Luisa Chiofalo, prendere la parola ed “oltre ad essere onorata, come rappresentante dell’Ente, nell’ospitare questo evento, mi piace sottolineare come il libro faccia emergere il rapporto di potere e leadership e quali siano le differenze tra uomini e donne, specie da punto di vista della creatività, nell’affrontare queste tematiche. Il filo conduttore di questa ricerca svolta dalle autrici nell’esaminare ed analizzare sguardi di donne, di fatto porta ad evidenziare come, in un tipo di società prettamente patriarcale, qualora ognuna di esse volesse staccarsi dall’anonimato e conquistarsi uno spazio proprio, veniva dipinta come una strega od una poco di buono oppure una pazza ed, in ogni caso, emarginata, mentre quando certi comportamenti eccentrici o fuori dalle regole venivano compiuti da uomini, ecco che questi erano descritti come dei Geni”.

E’ poi la Dr.ssa Franca Melfi, Medico Chirurgo presso l’AOUP, ad intervenire, dichiarandosi “grata dell’onore concessomi di partecipare a questa iniziativa assieme a donne che stimo, in particolare Carmen Lasorella per la sua capacità di riuscire a trasmettere dei valori veri con la sua spontaneità e comunicatività. Per quanto riguarda il libro, esso rappresenta un saggio di psicopatologia che mi ha permesso di ricordare i tempi del liceo classico per i personaggi mitologici descritti ed analizzati e, per quanto attiene alla diversità di genere tra uomini e donne, essa non deve essere utilizzata affinché uno prevalga sull’altro, bensì come arricchimento reciproco ed, in questa ottica, il libro fornisce degli spunti per ritrovare dei contenuti su cui dobbiamo riflettere”.

Prima di dare la parole alle vere protagoniste, vale a dire le autrici, la presentatrice Carmen Lasorella puntualizza come, in sostanza, “il testo non fornisca altro una retrospezione in chiave psicoanalitica di personaggi famosissimi la cui personalità è stata però bloccata e circoscritta sulla base di stereotipi tipici della cultura di una società di stampo patriarcale”.

Comprensibilmente un po’ emozionata, la giovane coautrice Barbara Carpita sottolinea come il lavoro svolto sia “frutto di uno studio antropologico al fine di trasmettere un messaggio forte onde evitare che si allarghi la separazione già purtroppo in atto tra le materie umanistiche e quelle scientifiche, in quanto proprio dal confronto tra due prospettive diverse di uno stesso tema possono nascere idee nuove e progetti innovativi”.

Conclude quindi la Prof.ssa Liliana Dell’Osso, la quale precisa “di non poter dire di preciso come si sia trovata a scrivere questo suo ultimo libro, è un viaggio che ho intrapreso quasi senza rendermene conto. Resta il fatto che ero quasi sempre invitata a parlare di tematiche sulla condizione della donna in occasione delle ricorrenze dell’8 marzo (Festa della Donna, ndr) o del 25 novembre (Giornata Mondiale di Lotta contro la Violenza sulle Donne, ndr) e la cosa sinceramente mi ha sempre dato un po’ fastidio in quanto la figura della donna veniva un po’, passatemi il termine “ghettizzata”. Attraverso il libro si intende viceversa addivenire ad una rivisitazione dei personaggi rispetto alla “cristallizzazione” degli stessi da parte degli stereotipi vigenti, facendo emergere realtà diverse da come ci sono state insegnate, soprattutto se analizzate da un’altra angolazione, da parte dello sguardo della donna, appunto, attraverso il quale si possa andare a fare un “atto di dolore”, ma non da parte degli uomini, bensì delle stesse donne”.

Insomma, spero di avervi fatto capire come sia un libro tutto da leggere, per capirne di più dell’universo femminile e, soprattutto, per portarci a fare delle importanti ed utili riflessioni sul nostro comportamento al fine di poter sempre più migliorare il rapporto con l’altro sesso.

“L’Abisso negli Occhi – Lo sguardo femminile nel mito e nell’arte”, Edizioni ETS, pag. 104, €. 12

By