Linda e un sacco di cose da fare alla Città del Teatro di Cascina

CASCINA – C’è un’analogia fra un centro per la raccolta differenziata e un teatro?

Sono due luoghi della rinascita, due posti dove, se mettiamo dentro qualcosa che ci appartiene (e che forse non utilizziamo più), possiamo generare nuove vite. Niente va perduto, perché niente è perduto se continuiamo a credere nei nostri sogni. Il rispetto per l’ambiente, il riciclo e l’amicizia sono i temi al centro dello spettacolo “Linda e un sacco di cose da fare”, la nuova produzione della Fondazione Sipario Toscana ONLUS, con adattamento e regia di Nicola Fanucchi, in programma alla Città del Teatro di Cascina il 18 febbraio, alle ore 17, per la rassegna “Domenica a teatro”. I due protagonisti Livia Castellana e Matteo Micheli, oltre ad interpretare Linda e Scorbuticone, in un gioco di “teatro nel teatro” danno voce anche ai cinque cassonetti della raccolta differenziata. Grazie alla collaborazione con l’Associazione Ri Creas, l’ambiente scenico è tutto fatto con oggetti di scarto rigenerati.

Linda vive in una discarica, ama l’ambiente e coltiva i suoi sogni. Scorbuticone non crede più in niente, neppure nella raccolta differenziata. I due si incontrano in quella discarica, costruita sulle ceneri di un teatro “chiuso perché era inutile” e vengono a sapere che anche il centro di raccolta differenziata sarà chiuso di lì a poco “perché è inutile”. Linda contagerà il rassegnato amico con l’entusiasmo delle persone pure, facendo riemergere ricordi ormai sbiaditi nella sua memoria e i due si coalizzeranno per impedire la chiusura del centro raccolta differenziata e far tornare a nuova vita i “rifiuti”, dando voce ai cassonetti, costruendo macchine improbabili e ritrovando un’amicizia sincera e leale.

“Parlare ancora di raccolta differenziata – sottolinea il regista Nicola Fanucchi – può sembrare un deja entendu. Tuttavia, ancora oggi, pur davanti all’evidenza della necessità di preservare l’ambiente, il gesto di differenziare per ricreare viene vissuto come una costrizione. Il percorso narrativo dello spettacolo è, al contrario, quello di una ri-creazione al positivo. Il giovane pubblico, spesso chiamato a collaborare attivamente con gli attori “per generare energia positiva”, vive con Linda e Scorbuticone una narrazione che utilizza il teatro di parola ma anche il movimento scenico, portandoci in un racconto divertente e, a volte, quasi fumettistico” .

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