L’intervista Sara Morganti: “Due medaglie che ho sognato”

PISA – Festa a sorpresa per la Campionessa paralimpica di Dressage Sara Morganti, ricevuta dall’Assessore con delega alla disabilità Rosanna Cardia presso la Sala delle Baleari di Palazzo Gambacorti, al ritorno dell’atleta dalla trasferta negli Stati Uniti dove ha conquistato due medaglie d’oro, nella prova individuale tecnica e nel freestyle. 

di Giovanni Manenti

La video intervista a Sara Morganti 

Visibilmente emozionata, Sara – che, pur nativa della Garfagnana è ormai pisana di adozione in quanto vive e si allena a Pisa, dove, tra l’altro, ha conseguito la Laurea in Lingue e Letterature Straniere con il massimo dei voti – si è concessa ai giornalisti presenti.

“Queste due medaglie rappresentano per me un sogno, in cui ho sperato e lavorato tantissimo, a volte ho pure pensato di non farcela, anche perché quando sono arrivata a Tryon nel North Carolina mi sono resa conto di avere di fronte avversari fortissimi e già la conquista del primo oro mi aveva strabiliato, mentre il secondo non l’ho ancora metabolizzato, continuavo a guardare il tabellone per dire a me stessa che era vero, per poi rendermi conto dell’impresa compiuta in occasione della cerimonia di premiazione, con l’inno italiano ed il tricolore sul più alto pennone”.
“Nonostante non si sia trattato dei miei primi successi (la Morganti era stata argento nel Dressage tecnico ed oro nel freestyle anche ai Mondiali ’14 svoltisi in Francia, ndr)”, ha proseguito Sara, “non ci si abitua mai alle vittorie, anche perché gli standard internazionali sono sempre più elevati ed è quindi difficile stare al passo con gli altri ed in particolare in questi ultimi due anni avevo avuto delle esperienze non felicissime dal punto di vista sportivo, per cui questi risultati rappresentano la testimonianza diretta di quanto di buono abbia fatto e mi ricompensa di tutta la fatica e l’impegno profuso, assieme ai miei tecnici per raggiungere questi livelli di eccellenza assoluta”.
“Quando mi è stata diagnosticata la malattia”, puntualizza Sara, “inizialmente pensi che sia tutto finito, che tu non possa più coltivare alcuno dei progetti a cui ti stavi dedicando, ed invece l’esperienza ha dimostrato che può essere esattamente il contrario, in quanto io sono una che ha sempre cercato di migliorarsi ed anche in quel caso ho pensato a cosa poter fare per superare questo ostacolo che mi si parava davanti, anche se a pensarci bene non mi rendo ancora conto di come abbia potuto arrivare ad ottenere risultati di così alto prestigio”
“Per ciò che concerne le strutture a disposizione”, sottolinea Sara, “sono stati fatti passi avanti notevoli nel corso di questi ultimi anni, e Pisa, dove io mi alleno, è una città all’avanguardia per quanto riguarda lo Sport paralimpico, personalmente ho la fortuna di potermi allenare in un Centro equestre veramente molto bello, attrezzato benissimo e che mi consente di montare tutto l’anno con qualsiasi condizione climatica e dove vi sono dei campi di altissimo livello e sono altresì orgogliosa del fatto di aver iniziato un progetto di avviamento al paradressage a favore dei ragazzi con disabilità per poter regalare anche ad altri la gioia quantomeno di montare a cavallo per poi arrivare a disputare anche qualche gara, ed è questo il messaggio che sia io che i miei colleghi vogliamo trasmettere, vale a dire indirizzare allo Sport coloro che sono affetti da disabilità per far loro capire quale sia la soddisfazione che proviamo quotidianamente a praticare sport ed a superare quelli che pensiamo possano essere dei limiti”.
“Nel caso della mia disciplina ed a differenza di altre”, conclude Sara, “vi è anche un rapporto con il cavallo, con il quale si costruisce una simbiosi con il tempo, però noi ci affidiamo alla sensibilità che ha questo straordinario animale, quindi anche quella di comprendere le diverse richieste che gli vengono poste al fine di raggiungere un obiettivo e loro riescono a venirci incontro ed è altresì importante avere intorno delle persone competenti che ci aiutano ed il ruolo del tecnico nel settore del paradressage diventa importante, in quanto essi ci preparano i cavalli e non è facile trovare l’equilibrio nel trovare un cavallo performante, ma che deve essere sempre sereno, tranquillo e disponibile, e su questo punto mi ritengo fortunata per avere due tecnici bravissimi quali Alessandro Benedetti e Laura Consi, ai quali devo veramente tantissimo, perché siamo riusciti a formare una squadra che oramai va avanti da sei anni e che ci ha consentito di ottenere dei risultati assolutamente strabilianti, però se non ci fosse il cavallo ad aiutarci così tanto ciò non sarebbe stato assolutamente possibile” ….

Ancora una volta, al di là dell’indubbio valore delle medaglie conquistate in una rassegna di valore assoluto come quella iridata, quello che colpisce e non può che far riflettere è la straordinaria forza mentale e lo spirito di sacrificio di questi atleti che proprio grazie allo Sport hanno trovato il modo di superare la loro condizione di disabilità e che dovrebbero essere portati sempre più ad esempio di coloro che si lamentano per avversità ben più banali ….

Grazie di tutto Sara, ed ancora tanti complimenti per vittorie conseguite, ma ancor di più grazie per gli insegnamenti che ci trasmetti.

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