Litorale Pisano. Chiudere Piazza Viviani alle auto? Ci domandiamo perchè

PISA – Lascia alquanto perplessi gli imprenditori del litorale pisano la decisione di chiudere Piazza Viviani alla sosta delle auto. A chiedere spiegazioni all’amministrazione comunale è Fabrizio Fontani, presidente di ConfLitorale ConfcommercioPisa.

“Ci risulta curiosa la decisione della Amministrazione Comunale di chiudere tassativamente piazza Viviani alle auto. E’ un provvedimento incoerente con la scelta di estendere le strisce blu, motivata dal fatto che durante la stagione estiva Marina di Pisa, Tirrenia e Calambrone vengono rapidamente saturati dalla presenza di mezzi privati. Al semplice cittadino sfugge la logica secondo cui con una mano vengono introdotti stalli a pagamento come risposta alla rapida saturazione e con l’altra si decide di chiudere una area adibita a parcheggio per circa 250/300 posti auto. Non trattandosi certamente di una valutazione estetica, in considerazione del fatto che la piazza, (per larga parte risulta ancora di proprietà dell’ Azienda Ospedaliera Universitaria Pisana), versa in condizioni di degrado totale e di completo abbandono da anni e anni. Al semplice cittadino potrebbe venire il sospetto che in piazza Viviani sia stata impedita la sosta proprio per far parcheggiare obbligatoriamente negli stalli blu a pagamento. Vorremmo che a residenti, imprenditori e turisti fosse spiegato chiaramente quali motivazioni, abbiano spinto la Giunta ad assumere un provvedimento di questo tipo”. Vista la situazione attuale, ci interroghiamo anche sulla efficacia del bando per la riqualificazione di piazza Viviani: “Era un bando di concorso pubblico per lo sviluppo di idee per la risistemazione della piazza, con tanto di premio in denaro pari a 11 mila euro per chi presentava i progetti più meritevoli. Senza nulla togliere alla capacità dei progettisti, al loro impegno e al loro lavoro, ci poniamo il quesito, se questi 11 mila euro potessero essere investiti per interventi anche minimi di risistemazione, ma da subito”.

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