Lo spettacolo “Biancaneve” in scena al teatro di Cascina

Cascina – Domenica 10 dicembre alle ore 16.00 e  alle ore 18.00 si terrà lo spettacolo “BIANCANEVE”, capolavoro di assoluta bellezza stilistica e visiva messo in scena dal celeberrimo Teatro del Carretto. La Compagnia (pluripremiata in tutto il mondo, e compagine a cui è stato assegnato il maggior numero di Premi UBU cioè l’Oscar del teatro italiano) calcherà per la prima volta il palcoscenico cascinese, fortemente voluta dal direttore artistico Andrea Buscemi che con il gruppo lucchese ha condiviso in gioventù un lungo percorso artistico. 

Biancaneve deve il suo fascino alla magia di una scatola, marionette, pupazzi e grande teatralità di un gioco di immagini progettate dal grande scenografo Graziano Gregori. Progettato e realizzato nell’83, accolto fin da subito come un piccolo capolavoro, si è confrontato nell’arco di questi decenni con il pubblico appartenente alle culture più diverse, dall’Egitto al Giappone, da Israele alla Russia, raccogliendo ovunque e sempre entusiasmi autentici e dimostrando di superare naturalmente ogni ostacolo linguistico e ogni trascorrere del tempo. Lo spettacolo rappresenta quasi un manifesto della poetica teatrale elaborata poi dalla Compagnia: con l’orchestrazione di quegli elementi che in seguito verranno sviluppati e che sono tutti quelli dell’artigianato rappresentativo, componenti scenografiche, oggetti, corpi e moti, linee musicali, voci e rumori, luci, superfici e colori, semplici tasti di una tastiera magica organizzata per realizzare i “sogni del teatro”.

“…Una Matrigna impersonata da una vera attrice ed una microscopica Biancaneve, i nani a grandezza naturale che arrivano a sorpresa dal fondo sala per diventare piccolissimi una volta entrati nella mutevole scatola teatrale che si apre come un magico armadio dell’immaginario svelando scomparti, celando trabocchetti, rinnovando continuamente e simultaneamente l’idea di palcoscenico, facendo apparire teste, paesaggi, personaggi veri, oggetti misteriosi di grandezza spropositata: il tessuto narrativo si fa gioco scenico, attraverso il contrasto di universi che nasce dal rapporto tra  attori  e creature in cartapesta, personaggi veri ed oggetti smisurati o lillipuziani, verità della materia e finzione del corpo, elementarità della parola e potenza dei brani del melodramma, rivelando sottilmente la sua natura di camera dell’inconscio…..”  Maria Grazia Cipriani

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