Lotta alla contraffazione. ConfCommercio: “Insulti alle forze dell’ordine: non lo possiamo accettare!”

PISA – Anche noi, come il prefetto di Pisa e il sindaco ci uniamo al grido “Non lo possiamo accettare!”. E’ perentoria Federica Grassini, presidente di ConfcommercioPisa, nel sostenere il lavoro delle forze dell’ordine, impegnate in questi giorni nel sequestro della merce contraffatta, tra gli insulti di alcuni cittadini e commercianti.

“Deve essere ripristinata la legalità e recuperato il rispetto delle leggi e delle norme” – spiega la numero uno di ConfcommercioPisa: “Per troppo tempo sono state tollerate situazioni di illegalità, tanto da diventare ormai una abitudine, che sfocia in atteggiamenti paradossali di difesa per chi commette reati e di sfida e di insulto per chi difende e tutela la legge. Per questo motivo la gente ormai fatica a percepire come un reato questo fenomeno, ignorando il fatto che dietro questi venditori, ultimo anello della catena, si nasconde un vasto fenomeno criminale di portata internazionale. La direzione intrapresa è quella giusta, occorre andare avanti risolutamente”.

E’ sulla medesima lunghezza d’onda Fabrizio Fontani, presidente di ConfLitorale ConfcommercioPisa che approva il provvedimento di sgombero del campo rom della Bigattiera: “Riteniamo coerente e legittimo il provvedimento relativo all’ordinanza di sgombero del campo rom della Bigattiera, campo rom mai autorizzato e nonostante ciò mantenuto da circa 20 anni. Un provvedimento che rientrava tra i punti del programma di mandato per cui si era impegnata l’amministrazione comunale. Riteniamo che la regione Toscana, la provincia di Pisa e il comune di Pisa, abbiano ampiamente dimostrato la volontà e la capacità di dare accoglienza, ma ciò non può e non deve essere sinonimo di tolleranza verso l’illegalità. E’ una questione di civiltà e di rispetto per tutte quelle famiglie, donne, bambini, uomini, disoccupati, casalinghe, anziani, pensionati, lavoratori, commercianti, imprenditori, professionisti e cittadini tutti, italiani e stranieri che rispettano le leggi e pagano le tasse anche a costi di enormi sacrifici e pesanti privazioni personali e familiari; e quando non rispettano gli obblighi previsti sono chiamati a risponderne rigorosamente a termine di legge. E’ una ingiustizia sociale fornire alloggi, fornitura di luce, acqua, gas, servizi di assistenza sociale, scolastica e medica gratuitamente solo ad alcuni, mentre il resto della popolazione deve cavarsela per conto proprio”. La conclusione è che “solidarietà e assistenza fanno parte del patrimonio genetico di Pisa e del suo territorio, come è stato ampiamente dimostrato. Solidarietà che non va mai confusa con l’illegalità e la mancanza di rispetto delle leggi e delle regole che non possono più essere accettati”.

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