Lotta alla plastica. Riduzione della Tari a chi usa il vuoto a rendere su cauzione

PISA – Entra finalmente nel vivo la discussione per ridurre l’uso della plastica.

Mercoledì 14 febbraio alle 17 presso la sala “Gino Biasci” 3° piano del palazzo comunale, si riunirà la Commistione “Tributi e Bilancio” del Consiglio Comunale che discuterà l’ordine del giorno del consigliere Giovanni Garzella (Pisa è) e approvato dal Consiglio Comunale lo scorso 21 dicembre, che stabilisce che tutti gli esercizi pubblici avranno una riduzione (sostanziosa) sulla tassa su i rifiuti in cambio dell’ utilizzo, per i bicchieri di plastica, del vuoto a rendere su cauzione.

“Il Governo, nel luglio scorso – ha così spiegato Garzella –  ha approvato un regolamento che prevede la sperimentazione del sistema del vuoto a rendere su cauzione per i contenitori, sia di plastica che di vetro, destinati all’uso alimentare. Coloro che aderiscono a questa sperimentazione, dice il decreto, avranno un attestato di benemerenza che sarà pubblicato sul sito del Ministero dell’Ambiente e potranno anche affiggerlo nei loro locali, come esempio assolutamente virtuoso e da imitare.

“Io ho proposto che, oltre a questo attestato, agli esercenti virtuosi della nostra città che aderiranno a questa sperimentazione, gli sia concesso anche un incentivo economico, come una sostanziosa riduzione sulla Tari, la tassa su i rifiuti, soprattutto nel caso in cui chiedano un deposito cauzionale ad esempio, per i bicchieri di plastica. Questo aiuterebbe a combattere anche il degrado della movida. Basti pensare alle nostre piazze in che stato sono dopo le nottate, soprattutto estive”.

La Presidente di questa Commissione del Consiglio Comunale è la consigliera Rita Marriotti (in lista per Pisa).

Scheda. La valanga di plastica che sommerge il pianeta. Un gruppo di ricerca statunitense ha misurato per la prima volta la quantità totale di materie plastiche prodotte dai primi anni cinquanta: si tratta di 8,3 miliardi di tonnellate, 6,3 miliardi dei quali sono già diventati spazzatura, in gran parte accumulata nelle discariche o dispersa nell’ambiente. Preoccupa soprattutto il tasso d’incremento della produzione: metà di tutta la plastica realizzata dal 1950 è stata prodotta negli ultimi 13 anni. I primi anni cinquanta sono ricordati per molti eventi politici e sociali. Meno spesso, per l’inizio di una rivoluzione nel mondo dei materiali sintetici: la produzione massiccia di plastica. Ora un gruppo di ricercatori dell’Università della Georgia, dell’Università della California a Santa Barbara e di altri istituti di ricerca si è preso la briga di calcolare quanta ne è stata prodotta finora. Secondo i risultati, pubblicati su “Science Advances” si tratterebbe di 8,3 miliardi di tonnellate, ma il dato forse più interessante è che di questa quantità, 6,3 miliardi sono già diventati spazzatura. Solo il 9 per cento della plastica giunta al termine del suo utilizzo è stato riciclato, il 12 per cento incenerito e il 79 per cento accumulato nelle discariche o disperso nell’ambiente, con grave danno degli ecosistemi. Secondo una stima dello stesso gruppo, nel solo 2010 sono entrati negli oceani otto milioni di tonnellate di plastica.

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