Lotta senza quartiere all’evasione. Parla il direttore di Confcommercio Pisa

Pisa – Il direttore di Confcommercio, Federico Pieragnoli, Pisa lancia un monito all’amministrazione comunale e agli organi di controllo.

“Lotta senza quartiere all’evasione? Siamo d’accordo, cominciamo a scovare e a far pagare le stesse tasse a chi finora, pur esercitando una attività turistica in piena regola, non le ha pagate per niente e comunque non nella stessa misura di alberghi e strutture ricettive tradizionali”. Queste alcune delle parole pronunciate da Pieragnoli.

L’allarme si riferisce all’attività “bordeline” di intermediari web di affitti turistici come Airbnb: “Il fenomeno è esploso in pochi anni e ha raggiunto proporzioni enormi, rappresentando in molti casi una evidente forma di concorrenza sleale, se non di vero e proprio esercizio abusivo della professione. Perchè i dati dimostrano che non è vero che si tratta di forme integrative del reddito, visto che il 56% degli annunci sono pubblicati da persone che gestiscono più alloggi, che non si tratta di attività occasionali dato che il 73% degli annunci si riferisce ad alloggi disponibili per oltre 6 mesi all’anno, che non c’è nessuna “condivisione” dal momento che nel 70% dei casi in questi appartamenti non abita nessuno. Insomma, più che di sharing economy, parlerei di ghost economy, economia fantasma”.

Grazie ad uno studio dell’Irpet sul 2017 si scopre che a Pisa ci sono al momento disponbili 1.050 alloggi Airbnb, di cui 160 sul litorale, in un contesto urbano assai particolare, dove l’offerta di posti letto extra e non alberghiera (10.444) è già oggi esattamente il doppio rispetto a quella alberghiera (4.981).

Spiega il direttore Pieragnoli: “Incrociando alcuni dati, possiamo stimare che questi mille alloggi pisani producano un giro d’affari annuo intorno ai 5 milioni di euro. E così mentre la ricettività tradizionale si accolla una tassazione ampiamente superiore al 60% (Iva, Ires, Imposta di soggiorno…) e tutta una serie di obblighi e adempimenti, per questi intermediari on line tutto ciò nei fatti non esiste o quasi”.

 “Occorrono stesse regole per tutti. La manovrina di primavera ha introdotto una serie di nuovi adempimenti per gli intermediari e i gestori dei portali online: comunicazione dei dati delle locazioni, ritenuta d’acconto, pagamento dell’imposta di soggiorno. Sindaco e assessore competente seguano l’esempio di Genova, prima città in Italia che fa pagare direttamente dalla piattaforma Airbnb la tassa di soggiorno. Che Pisa si allinei quanto prima diventa a questo punto fondamentale. Ciò permetterebbe da un lato di riequilibrare il mercato con una iniezione di equità, dall’altro di attingere a nuove risorse per il turismo: utili, magari, ad abbassare finalmente tariffe e tasse, per migliorare servizi e accoglienza ai turisti. Magari”.

Alcuni dati

Irpet – 1.050 gli alloggi Airbnb stimati a Pisa nel 2017, di cui 160 sul Litorale

Airdna – 870 gli alloggi effettivamente online

Airdna – 479 gli host attivi a Pisa secondo la piattaforma online

Airdna – Occupazione media camere 60%

ConfcommercioPisa: Prezzo medio alloggio 89 euro.

ItalianWay – €10.000 reddito annuo per host

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