Luca D’Angelo alla Gazzetta dello Sport: “Il mio Pisa deve avere più malizia e saper soffrire”

PISA – Il mister nerazzurro Luca D’angelo ha rilasciato un intervista esclusiva alla “Gazzetta dello Sport” che è stata raccolta dal giornalista Guglielmo Longhi.

di Maurizio Ficeli


Il tecnico pescarese inizia la conversazione ritornando sul derby vinto con il Livorno affermando: “Mi hanno riferito che la vittoria nel derby sia stata festeggiata a lungo sui social” facendo presente che lui i social di solito non li frequenta e quindi potrebbe non essere simpatico a qualcuno: “Devo essere sincero, se non mi conoscessi forse una cosa del genere la penserei anche io, perché sono forse un po’ scostante o magari un po’ grosso.. Ma gli amici che mi conoscono bene sanno che non è così“.

D’Angelo parla di come ha trascorso il periodo della quarantena: “Nella mia città, Pescara, dove ho potuto sfogare la mia passione per i film, che ne ho visti a decine“.

Riguardo al fatto se sia giusto riprendere il campionato afferma: “Ero convinto, anche nei momenti più difficili, che la situazione sarebbe migliorata e faccio i complimenti a Gravina che è stato per tre anni il mio presidente quando ero nel Castel di Sangro e so che è una persona che riesce sempre ad ottenere quello che vuole“.

Il mister nerazzurro da un parere sul suo primo campionato di B in qualità di allenatore: “Direi avvincente ed equilibrato, a parte il Benevento. Un campionato interessante dal punto di vista tattico nel quale quasi tutte le squadre giocano un calcio propositivo a cominciare da Cittadella, Crotone e Spezia. Poi c’è il mister del Benevento Inzaghi che è stato bravissimo ad unire insieme qualità dei singoli, organizzazione e voglia di non mollare“.

Al tecnico abruzzese viene chiesto se a lui interessa piu il gioco o il risultato e se il suo Pisa gioca bene: “Se si gioca bene è più facile vincere ed io mi innervosisco se giochiamo male e vinciamo. Noi come squadra proviamo sempre a giocare bene, a volte ci riusciamo, mentre a volte ci manca la malizia per portare a casa il risultato, tipo a Crotone ed Empoli dove abbiamo perso al 95′, quindi dobbiamo imparare a soffrire, gestendo meglio i minuti finali“.

Un tecnico che comunque ha fatto tanta gavetta: “Mi è stata utile e mi ha insegnato molto e quando mi è stata data la possibilità, sono sempre stato pronto“.

D’Angelo parla con entusiasmo dell’ambiente pisano: “Pisa è una grande piazza che non merita di stare in B e tanto meno in C come l’anno scorso. La serie A qui manca dal 1991, i tifosi sono stufi ma adesso dobbiamo pensare a mantenere la categoria, ora siamo a metà classifica, l’anno prossimo vedremo. Qui ci sono le premesse per fare bene, entusiasmo ed una società solida ed affidabile“.

Riguardo a quale campionato si aspetta in questa ripresa: “Impossibile dirlo dopo uno stop di 3 mesi perché ci possono essere delle incognite a livello fisico che organizzativo, anche se non mentale perché i giocatori sono dei professionisti e sanno come riattaccare la spina e poi li ho trovati tutti in buone condizioni, da soli si sono allenati bene“.

Sul mitico “Moscagol” al secolo Davide Moscardelli: “Premesso che abbiamo giocato insieme al Rimini dove io ero il suo capitano, a 40 anni ha perso la corsa, ma non certo i colpi e l’istinto del gol“.

E su Michele “Batman” Marconi dice: “Lo conosco bene, lo avevo allenato per due anni all’Alessandria. Prima dell’infortunio a dicembre, aveva messo a segno ben 10 reti ed in quel momento era il centravanti più forte della cadetteria. Ora comunque è a posto ed in questo senso almeno la sosta è servita a qualcosa“.

A Luca D’Angelo viene chiesto se è favorevole alle 5 sostituzioni: “Certamente, secondo me andava inserita ad inizio stagione anche perché in un gruppo di 24/25 giocatori è giusto che tutti si sentano partecipi“.

By