Luca D’Angelo: “Che bella la nostra Curva piena e colorata. Speriamo di tornare presto a parlare di tecnica e tattica”

PISA – Prove di ritorno alla normalità per l’allenatore del Pisa Sc Luca D’Angelo tornato a parlare in una speciale conferenza stampa andata in scena sui canali social ufficiali nerazzurri, con i followers nelle vesti di speciali intervistatori.

Come sta dirigendo la squadra in allenamento?

I nostri ragazzi sono quotidianamente monitorati tramite un lavoro stilato dal nostro preparatore atletico Marco Greco. Si tratta di un lavoro prettamente fisico, per ovvi motivi, che consiste in 6 giorni di attività e 1 di riposo. L’augurio di tutti noi è che si possa tornare al più presto a poter parlare di tattica e di tecnica“.

Che campionato è quello cadetto?

E’ un torneo avvincente, come sempre, e fisico con ottimi spunti dal punto di vista tattico e squadre che dispongono di calciatori in grado con un singolo colpo di farti vincere delle partite che magari non meriteresti nemmeno di vincere: ma questo fa parte del gioco e delle singole qualità di ogni formazione

Le sarebbe piaciuto giocare nel suo Pisa?

Mi sarebbe piaciuto molto. Anche perché sarei stato titolare inamovibile e con fascia di capitano (ride, ndr). Soprattutto perché la nostra squadra fa della dedizione al lavoro, della ricerca costante della vittoria, una delle caratteristiche migliori. Mi sarei trovato alla grande a giocare con i nostri ragazzi“.

Si sofferma mai a guardare la Curva Nord durante le partite all’Arena?

Tutte le volte! Perché mi piace guardare la nostra Curva così piena e colorata. E’ indelebile, nella mia mente, la coreografia fatta in occasione della finale Playoff con la Triestina: qualcosa di veramente emozionante per tutti noi“.

Cosa disse ai ragazzi prima della gara di Trieste?

Ho detto tante cose, però credo che la cosa più importante ed incisiva, che mi venne spontanea, la dissi appena uscito per il riscaldamento quando vidi lo stadio praticamente già pieno. Dissi ai ragazzi che i nostri tifosi erano in numero nettamente inferiore rispetto ai tifosi triestini, ma erano più rumorosi e più organizzati nel fare il tifoso e per questo avremmo giocato ugualmente in casa, nonostante tutto“.

Se il Pisa fosse un dolce, che dolce sarebbe?

Un tiramisù. Perché il mio piatto preferito e perché in questi momenti di non grande allegria aiuterebbe a tirare su il morale di tutti”.

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